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CARMIGNANO di SANT’URBANO (PD) : la famiglia Guerra, “Ingaggiato un professionista, vogliamo una perizia accurata su audio e video di quel giorno”

A raccontarlo è Elena, la sorella maggiore a pochi giorni da una nuova Udienza del processo in cui sarà ancora sentita la parte civile. L’ingaggio di questo professionista è anche l’ennesimo pesante sacrificio economico, per una famiglia semplice, una famiglia come tante, investita dalla tragedia più grande che ci possa essere, la perdita di un figlio, di un fratello.

Nell’ultima udienza, quella del 18 luglio scorso, erano state sentite la mamma, Giusy, e proprio lei, la sorella Elena. Mercoledì 3 ottobre sarà, invece, il turno del fratello allora quindicenne e del padre, Ezio, 66 anni a dicembre. Tra i testimoni di parte civile presumibilmente verrà sentita una terza persona che è stata testimone della trattativa che è stata fatta fuori di casa. Lei è una vicina di casa che è uscita per dare dare sostegno a mamma Giusy.

La signora in questione è stata quasi tutto il tempo vicino alla mamma di Mauro ed è la compagna di quello che era il suo migliore amico, tanto che avevano anche fatto un viaggio insieme. E’ la terza udienza del processo, che vede imputato il maresciallo dei carabinieri, Marco Pegoraro, alla sbarra per omicidio come conseguenza di un eccesso colposo di legittima difesa.

Il 20 luglio del 2015 infatti, Mauro Guerra, un 32enne di Carmignano di Sant’Urbano, provincia di Padova, è rimasto ucciso da un colpo di pistola sparatogli a un metro e mezzo di distanza dal maresciallo dei carabinieri del suo stesso paese, Marco Pegoraro appunto. Sfuggiva a un Tso, mai legittimamente richiesto e mai autorizzato, che i carabinieri di Carmignano di Sant’Urbano volevano imporgli, con una convinzione tale che a un certo punto hanno pure chiamato rinforzi da altre caserme.

Il giudice monocratico è il primo che davvero ascolta la famiglia Guerra, testimone diretta dei fatti, che si trovava in casa quel pomeriggio del 29 luglio quando i carabinieri tentarono di convincere il 32enne, commercialista ed ex parà, ad andare in ospedale visto che, a detta degli investigatori, il giovane aveva dimostrato segni di squilibrio “pericolosi per sé e per gli altri”.

La trasmissione “Chi l’ha visto?”, condotta da Federica Sciarelli, si è intanto occupata del caso, ospitando la mamma e la sorella di Mauro che hanno commentato in studio proprio quelle immagini che ora sono in mano a questo nuovo perito: “La trasmissione ha dato visibilità a livello nazionale di questa che è inevitabilmente una storia che fa fatica ad avere l’attenzione mediatica che merita. Perché si tratta di una vicenda molto difficile e inevitabilmente scomoda. Mauro è stato ucciso da un carabiniere, ricordiamolo. Lo hanno assediato per ore, inseguito a casa, inseguito fuori, neanche fosse stato un delinquente”. Poi aggiunge molto convinta: “Noi a Federica Sciarelli dobbiamo solo dire grazie”.”.

 

 

Articolo di Redazione Padova

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