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Celebrati i 30 anni della GRAFIA UNIFICATA DELLA LINGUA FRIULANA

Il 15 luglio del 1986 veniva approvata dal Consiglio Provinciale di Udine assieme alle Provincie di Gorizia e Pordenone, la proposta per una grafia unificata della lingua friulana, successivamente divenuta grafia ufficiale con la L.R. 15/1996. A 30 anni da quella data, i protagonisti di allora e di oggi hanno ricordato oggi quell’importantissimo traguardo, con un incontro promosso dall’ARLeF e svoltosi presso la sede della Regione FVG a Udine.

«Obiettivo dell’ARLeF, Agjenzie Regionâl pe lenghe Furlane, è anche quello di “promuovere la conoscenza e l’uso della grafia ufficiale della lingua friulana in ogni ambito della vita sociale” – ha detto il presidente, Lorenzo Fabbro nel suo intervento introduttivo, in occasione della celebrazione del 30° anniversario dell’approvazione della grafia della lingua friulana -. La pubblicazione che presentiamo oggi, nuova edizione dell’ultima editata nel 2002 dall’Osservatorio Regionale della Lingua e della Cultura Friulane, contribuirà a rafforzare ulteriormente la diffusione della grafia ufficiale per dare la possibilità di utilizzare correttamente la lingua friulana a ogni livello della comunicazione formale: a beneficio di tutti i friulani e – grazie alle traduzioni in italiano, inglese e spagnolo – pure di coloro i quali, dal di fuori, vogliono avvicinarsi alla nostra lingua e imparare anche a scriverla».
“Come presidente dell’Agenzia Regionale per la Lingua Friulana – ha proseguito Fabbro – mi preme sottolineare l’importanza di avere una grafia normalizzata soprattutto dal punto di vista della politica linguistica: senza di essa non avremmo potuto mettere in pratica azioni importanti, realizzare progetti per le scuole, per l’editoria e tanti strumenti per la nostra comunità, come il Grant Dizionari Bilengâl Talian-Furlan o il correttore ortografico. Non tutte le minoranze linguistiche in Europa possono vantare un simile riconoscimento ufficiale”.

Per Adriano Ceschia, già presidente della Commissione per la grafia della Provincia di Udine: «La scelta di una grafia unificata era necessaria. Solo su questo primo mattone era possibile costruire una conseguente politica linguistica, come è stato fatto successivamente. Per salvare le lingue minoritarie, friulano compreso, è assolutamente necessaria una koinè. Se non c’è, prima o poi, quella lingua è destinata a morire. In pochi 30 anni fa avevano capito che si trattava di un momento storico, di un atto politico-istituzionale importantissimo che inaugurava una “nuova” politica linguistica per la lingua friulana. Il passaggio dallo status di spontaneità di lingua parlata allo status di lingua di comunicazione completa e moderna avviene quando essa diventa anche una lingua scritta insegnata a tutti e per questo è fondamentale che si basi su una codificazione della grafia».

“Per come è organizzato attualmente il mondo delle lingue, a ognuna di esse serve una convenzione unificante per affermarsi, vivere e andare oltre lo spontaneismo. – ha poi affermato il glottologo catalano dell’Università di Girona, Xavier Lamuela, il “padre” della grafia unificata del friulano divenuta poi ufficiale con la L.R. 15/1996. – In Italia, il prestigio dell’italiano è andato in conflitto con quello delle altre lingue minoritarie, friulano compreso. La grafia unificata, assieme agli strumenti linguistici collegati, è indispensabile per mantenere il prestigio del friulano e

consentirne l’insegnamento. La lingua ha bisogno di convenzioni e organizzazione per vivere, l’uso spontaneo non è sufficiente e, il riconoscimento politico del 1986, è stato determinante in questo senso. E’ importante soffermarsi non solo sugli aspetti simbolici ma anche su quelli pratici che rendono necessario avere una grafia unificata e di riferimento: immaginate cosa succederebbe se a scuola o sui mezzi di comunicazione fosse consentito scrivere in modi diversi! ”

“Se oggi siamo qui a parlare di questo strumento di successo significa che è stato lasciato un segno fondamentale soprattutto dal punto di vista politico” ha detto Vincenzo Martines, consigliere regionale e presidente della Commissione Cultura della Regione, sottolineando che da parte della Regione c’è l’impegno a continuare a lavorare affinché la comunicazione in lingua friulana sia sempre più diffusa. Proprio in questo senso, ha annunciato, si è recentemente parlato di un ulteriore intervento per migliorare ancor di più la presenza della lingua friulana nella programmazione RAI.

All’incontro erano presenti anche: Pietro Fontanini, presidente della Provincia di Udine; Enrico Peterlunger, delegato per il friulano per l’Università di Udine; Oscarre Lepre e Giacomo Cum, ex assessori alla Cultura della Provincia di Udine.

Nell’occasione, è stato presentato il nuovo manuale cartaceo della grafia friulana in versione plurilingue (friulano, italiano, inglese), mentre la versione in spagnolo è scaricabile gratuitamente dal sito dell’ARLeF (www.arlef.it).r

Articolo di Roberto Mattiussi

Passione per il giornalismo, Webmaster, esperto Seo & On Line Marketing. Precedentemente anche Dj, Tecnico-Informatico , Regista in diverse Radio. Laurea nel 2004. Tutte le sere conduce il Telegiornale del FVG su Cafè24. Orari Tg: 19:20, 21:00, 00:05, 07:20. Tutte le mattine in onda su Radio Fantasy con la rassegna stampa alle 06:00, 06:30, 07:00, 07:30, 08:30.

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