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Cividale: L’associazione musicale Gaggia ricorda Darko Bevilacqua a 25 anni dalla scomparsa

CIVIDALE L’associazione musicale Sergio Gaggia dedica il tradizionale festival autunnale (dal 28 ottobre al 4 dicembre) all’opera e alla figura dell’artista Darko Bevilacqua, nato a Biglie (Slovenia) il 21 luglio 1948 e morto a Cividale, a soli 43 anni, il 2 novembre 1991. Al Museo Archeologico della città ducale, il 28 ottobre, nell’ambito della mostra “Darko ritrovato”, che sarà inaugurata alle 17, sarà esposta, per volontà della moglie dell’artista, “La grande madre terra”, opera inedita appositamente assemblata per l’occasione e commissionata, nel 1991, in Giappone. Si tratta di un disco di terracotta policroma con un diametro di 2 metri. Darko fu un artista di confine, interprete attento e raffinato della spiritualità dell’uomo nelle terre a nord-est. Trovò la sua precisa identità in una produzione originale in creta e bronzo, densa di suggestioni figurative mitico-arcaiche dal tratto spiccatamente narrativo. Alla figura di Darko, cui viene riconosciuta una posizione di spicco nel mosaico della cultura regionale, l’associazione Gaggia intende rendere omaggio a 25 anni dalla sua tragica e prematura scomparsa, un lasso di tempo adeguato per riflettere in una prospettiva storicamente distaccata su un artista e sulla sua opera. L’evento, organizzato dal sodalizio cividalese, con il contributo della Regione, il patrocinio del Comune di Cividale e la collaborazione del Museo Archeologico Nazionale, si aprirà, come detto, venerdì 28 ottobre, alle 17, al museo cividalese, dove sarà inaugurata la mostra “Darko ritrovato”, visitabile fino al 31 gennaio 2017. L’introduzione sarà a cura di Vania Gransinigh, conservatore dei Civici Musei di Udine, mentre parole di ricordo arriveranno da due amici di Darko Bevilacqua: Franco Fornasaro ed Elio Nadalutti. In programma anche alcune conferenze, durante le quali saranno trattate tematiche che riguardano da vicino l’esistenza dell’artista. Il legame tra depressione ed espressione artistica, l’educazione segnata dal periodo della Guerra Fredda, il rapporto tra maestro e discepolo e il fascino arcaicizzante dei suoi animali sacri sono i temi che saranno sviluppati durante gli incontri, condotti da ospiti illustri tra cui Dino Villatico, critico musicale de La Repubblica, Luca Damiani, scrittore e conduttore di Radio Rai 3, e Fabio Pagano, già direttore del museo di Cividale e ora alla direzione generale dei Musei di Roma, e Sergio Perissinotto, docente all’Università Ca’ Foscari di Venezia. Programmi concertistici ad hoc saranno appositamente prodotti e “costruiti” attorno alle varie tematiche. Capolavori e brani sconosciuti vedranno sul palco interpreti geniali provenienti da tutta Europa. Si esibiranno Sergey Malov, Frederic Moreau, Nino Gvetadze, Maja Bogdanovic, Vladimir Mendelssohn e Zoran Markovic, Johanna Ruppert, Massimiliano Miani e Andrea Rucli. Sabato 29 ottobre, alle 18, al museo di Cividale, è in programma “Mal di vivere, dalla sofferenza alla creatività”, incontro con Luigi Perissinotto, che affronterà il rapporto quasi biunivoco tra depressione ed espressione artistica. Alle 21, a Bottenicco di Moimacco, nella splendida cornice di Villa Claricini, ci sarà un concerto che prevede, tra l’altro, il grande trio di Čajkovskij. Domenica 30 ottobre, alle 16, Villa de Claricini, “Figli della cortina di ferro. Le generazioni tra la Seconda guerra mondiale e i primi anni ‘60”, l’atteso incontro con Luca Damiani. Alle 18, stessa location, il tema sarà sviluppato musicalmente dai musicisti del festival. Pezzo centrale della serata il quintetto per pianoforte ed archi di Shostakovich. Sabato 5 novembre, alle 18, al museo, l’incontro “Cavalcando creature fantastiche” sarà condotto da Fabio Pagano, che terrà una lectio sulla simbologia zoomorfa nella storia dell’arte, un tema che troverà, alle 21, a Villa de Claricini, la sua realizzazione musicale con alcuni tra i più popolari brani evocanti svariati animali, tra cui il celebre quintetto La Trota di Schubert. Domenica 6 novembre, alle 16, sempre a Villa de Claricini, “Kronos e Zeus, un conflitto fondativo per ogni esistenza”, incontro con Dino Villatico. Alle 18 concerto con una pietra miliare del ‘900: il Quatuor pour la fin du temps di Olivier Messiaen. Domenica 13 novembre, invece, sarà proposto un itinerario guidato (numero chiuso) alla scoperta delle più importanti opere di Darko presenti sul territorio da Mossa a San Pietro al Natisone. Alle 17, sala consiliare del Comune di San Pietro al Natisone, aperitivo musicale con il violino magico di Marley Erickson. La manifestazione si concluderà domenica 4 dicembre con un altro evento da non perdere: alle 18, nella cappella del santuario della Beata Vergine di Castelmonte, sarà installata una copia della grande opera “L’albero degli ordini monacali”, commissione del 1989 e mai concretizzatasi. A seguire concerto del gruppo barocco Umbra Lucis. Il festival è organizzato in collaborazione con Fondazione de Claricini Dornpacher, Banca Popolare di Cividale, Comune di San Pietro al Natisone e Cantina Sociale di Cormons. Per informazioni e prenotazioni scrivere una mail all’indirizzo contact@sergiogaggia.com.

Articolo di Roberto Mattiussi

Passione per il giornalismo, Webmaster, esperto Seo & On Line Marketing. Precedentemente anche Dj, Tecnico-Informatico , Regista in diverse Radio. Laurea nel 2004. Tutte le sere conduce il Telegiornale del FVG su Cafè24. Orari Tg: 19:20, 21:00, 00:05, 07:20. Tutte le mattine in onda su Radio Fantasy con la rassegna stampa alle 06:00, 06:30, 07:00, 07:30, 08:30.

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