Confagricoltura Fvg: i voucher in agricoltura solo per il lavoro accessorio di pensionati e under 25

«I dati diffusi dall’Inps sul lavoro accessorio confermano che non è certo l’agricoltura il settore nel quale si è registrata un’esplosione del numero dei voucher, giacché quelli utilizzati rappresentano una quota minima del monte complessivo, nonostante quello agricolo sia il primo settore dove, nel 2008, è partita la sperimentazione. Al contrario, l’agricoltura è uno dei settori produttivi dove i buoni lavoro sono meno utilizzati». Lo sottolinea il presidente di Confagricoltura Fvg, Claudio Cressati, commentando i dati dell’Osservatorio Inps sul lavoro accessorio.

Confagricoltura Fvg ricorda come solo il 4,3 per cento dei voucher venduti, dal 2008 al primo semestre 2016, sono stati impiegati in agricoltura. Se poi si guarda specificamente all’ultimo anno disponibile (2015), la percentuale scende addirittura all’1,8 per cento del totale.

«I voucher però – precisa il presidente di Confagricoltura Fvg – hanno dimostrato di essere un notevole supporto nella lotta contro il lavoro nero in agricoltura, dando modo di utilizzare, con ogni garanzia di trasparenza, manodopera occasionale nei momenti di maggiore necessità stagionale. I nostri imprenditori non hanno mai cavalcato l’opportunità dei voucher per smantellare il tradizionale sistema di occupazione – prosegue Cressati – perché credono fortemente nel lavoro dipendente come forma normale e prevalente di impiego delle risorse umane all’interno delle aziende agricole».

Conclude il presidente di Confagricoltura Fvg: «Non si comprende tutto l’allarme che, strumentalmente, si è lanciato contro l’utilizzo dei voucher nel settore agricolo, dove i buoni lavoro, a differenza degli altri settori produttivi, possono essere utilizzati solo per prestazioni relative ad attività stagionali rese da pensionati e studenti fino a 25 anni».