CONFARTIGIANATO TRASPORTI UDINE NON ADERISCE AL FERMO DEI TAXI

In provincia di Udine il servizio taxi sarà garantito anche oggi. La categoria si dissocia infatti dal fermo proclamato da alcune sigle sindacali a livello nazionale per la giornata odierna. Iniziativa intempestiva, a sentire il capogruppo dei tassisti provinciali di Confartigianato-imprese Udine, Sandro Modonutti: “Non vale la pena far scioperare inutilmente la categoria considerato l’accordo stretto con il Governo a febbraio che speriamo dia in breve i suoi frutti”. Una valutazione in linea con quella assunta a livello nazionale dalle associazioni della cooperazione (Legacoop Servizi, Federlavoro e Servizi/Confcooperative), dell’artigianato (Confartigianato, CNA, SNA Casartigiani) e del commercio (SILT/Confcommercio) secondo cui aver deciso “il fermo del servizio taxi ancor prima di verificare il mantenimento o meno dell’impegno da parte del Governo sulla riscrittura dei principi della legge delega è da considerarsi, in questa fase, controproducente”. Niente sciopero dunque.

La categoria attende al varco il Governo. Forte dell’accordo raggiunto lo scorso 21 febbraio con il Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti che prevedeva la presentazione, entro un mese, di proposte concrete per la programmazione e la salvaguardia del servizio pubblico di taxi, tese tra l’altro a contribuire alla lotta all’abusivismo e migliorare i servizi ai cittadini. “E’ vero che il mese è scaduto, ma non siamo così fiscali. Dovesse passarne un altro non sarebbe la fine del mondo. Quello che importa – ribadisce Modonutti – è che finalmente si arrivi a una messa in chiaro delle regole. Per i taxi da un lato e gli Ncc dall’altro (leggi: servizi di noleggio con conducente).

Facciamo lo stesso mestiere, ma noi con paletti veri, loro con normative molto meno stringenti. Sia chiaro. Non ci opponiamo alla tecnologia, all’uso delle app, dei telefonini, ma chiediamo regole certe. Per tutti. Così che, finalmente, fissati i paletti si sappia dove termina la legalità e inizia l’abusivismo”.