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il Consiglio Regionale ha approvato ieri la proposta di legge statale 43, testo base della trattativa col governo sull’Autonomia Regionale del Veneto

Il Consiglio Regionale ha approvato ieri la proposta di legge statale 43, testo base della trattativa col governo sull’Autonomia Regionale del Veneto

VENEZIA A meno di un mese dal referendum del 22 ottobre, con 40 voti a favore (su 51), 10 «non partecipanti al voto» (il Pd con fuoriuscita del consigliere Moretti dall’aula ) e un assente, il Consiglio Regionale ha approvato  ieri la proposta di legge statale 43, testo base della trattativa col governo sull’Autonomia Regionale del Veneto  – o almeno così vorrebbe il presidente Luca Zaia, che dal Consiglio ha ricevuto un mandato «ampio, pieno e forte» “Oggi  spedirò la proposta, aggiornata alle ultime modifiche votate dall’aula, a Palazzo Chigi e al sottosegretario per gli Affari regionali Gianclaudio Bressa, con cui ho già parlato due volte – ha detto Zaia  e chiederò di intavolare subito la trattativa stilando un cronoprogramma per i lavori che, è bene ricordarlo, non saranno portati avanti dai politici ma dai tecnici. Penso che il fatto di ragionare partendo da una legge, e non da una risoluzione come invece hanno preferito fare Lombardia ed Emilia Romagna, ci aiuterà molto: la nostra proposta non si basa infatti su macroaree da definirsi, le materie sono già sgrezzate e indicate in modo puntuale».  La speranza, ha spiegato Zaia, è quella di arrivare a siglare un’intesa con l’esecutivo Gentiloni entro la fine della legislatura, per poi affinare il lavoro sul piano tecnico e arrivare al voto in Parlamento nel corso della prossima legislatura:

«Il centrodestra, con Salvini e i vertici di Forza Italia, ha già messo l’autonomia in cima al suo programma – ha ricordato il presidente, che una volta di più ha voluto smentire le voci su una sua candidatura a premier – ma non ne faccio una questione politica, sono fiducioso che chiunque ci troveremo davanti non vorrà prolungare l’agonia del Veneto, perché di questo si tratta: per noi non ci sono altre vie d’uscita, a questo punto per sopravvivere e riprendere a marciare dopo la crisi non restano che nuove tasse». Ribadito che il Veneto non condurrà le trattative insieme a Lombardia ed Emilia , Zaia ha confermato che il Veneto chiederà di trattenere i 9/10 di Iva, Irpef e Ires – il motivo per cui il Pd, contrariamente a quanto fatto in Lombardia, qui ha deciso di non partecipare al voto – ma forse per la prima volta ha lasciato intendere di non volerne fare un totem intoccabile.

 Questa legge – ha commentato il capogruppo Stefano Fracasso – rende più difficile raggiungere un obiettivo, l’autonomia, voluto da tutti noi. La Corte costituzionale ha già bocciato la richiesta di trattenere gli otto decimi delle tasse, insistere mina la credibilità della proposta del Veneto». Quanto ai contenuti della proposta, confermate le anticipazioni della vigilia dal canone Rai regionalizzato al reclutamento dei vigili del fuoco, si sono aggiunte in extremis un’apertura ulteriore al riconoscimento dell’autonomia di Belluno, la richiesta di attribuire alla Regione la titolarità delle concessioni autostradali e maggiori competenze decisionali in materia di porti e aeroporti, oltre che nuovi ambiti di intervento sulle camere di commercio. Sono invece stati respinti gli emendamenti del Pd che facevano proprie le perplessità espresse dai rettori sulla regionalizzazione del sistema di valutazione degli atenei e sul coinvolgimento della Regione nella programmazione dei corsi universitari e quelle del Comune di Venezia e del sindaco Luigi Brugnaro  sull’attribuzione a Palazzo Balbi delle competenze sulla salvaguardia della laguna. Il testo, sui due punti in questione, resta dunque quello uscito dalla giunta, anche se è annunciato un ordine del giorno che chiarirà in via definitiva che la Regione nulla vuole avere a che fare con il Mose e la sua gestione.

Articolo di Redazione Padova

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