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CORTINA – Una legge per rilanciare il Codivilla Putti

Recuperare il patrimonio di eccellenza dell’ospedale Codivilla Putti di Cortina, rilanciarlo e riqualificarlo per farlo tornare in auge a livello nazionale ed internazionale. Sono gli obiettivi del progetto di legge presentato oggi a Venezia per iniziativa del consigliere regionale Sergio Reolon.

 

Il progetto di legge mira a proseguire la sperimentazione in atto dal 1 luglio 2003 ed elaborare un progetto di rilancio dei servizi, non ritenendo sufficiente l’ipotesi di messa in gara dei 70 posti letto previsto dalle schede di programmazione ospedaliera. La giunta regionale ha previsto, infatti, di cessare l’attuale sperimentazione con l’articolo 13 della legge finanziaria del 2013. Un provvedimento, spiegano i firmatari del progetto di legge, che depaupera l’intera regione Veneto di un’eccellenza sanitaria riconosciuta a livello nazionale e internazionale.

 

Il Codivilla Putti è infatti una struttura specializzata nel trattamento delle infezioni ossee e ha un livello di attrazione extra regionale pari a circa l’80 per cento dei ricoveri.

 

Il rilancio della struttura, anche sotto il profilo della remunerazione dell’attività, potrebbe interessare l’intero circuito diagnostico, terapeutico e riabilitativo, dando origine a quella specializzazione d’eccellenza dell’attività ortopedica che non si sovrapponga all’offerta aziendale dell’Ulss n. 1. In sostanza il Codivilla Putti diventerebbe un ospedale di alta specializzazione capace di aumentare l’offerta sanitaria del Veneto e non un doppione di reparti già presenti nelle altre strutture regionali. Inoltre, la ridefinizione dei compiti e delle attività dell’ospedale di Cortina, garantirebbe la possibilità di offrire servizi alla comunità locale in diversi ambiti: dal punto di primo intervento, all’attività di medicina specialistica ambulatoriale raccordata all’offerta dell’area sub distrettuale di riferimento.

 

Serve per questo progettare un nuovo assetto gestionale, in accordo con la programmazione regionale, da arricchire con il concorso dell’Università e con rapporti e accordi con le Regioni e le Province limitrofe ed eventuali partner transfrontalieri.

 

Il pdl autorizza quindi l’Ulss 1 di Belluno a mantenere la partecipazione azionaria della società di gestione mista pubblico – privata, per transitare dall’attuale scelta improvvisata ad una ponderata riorganizzazione, mediante un innovativo assetto societario fondato su un progetto altrettanto innovativo, di rilancio della società nel quadro delle linee d’indirizzo della programmazione socio sanitaria regionale.

Articolo di Redazione Venezia

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