DEPURAZIONE, NON SI PAGA A TOLMEZZO, PALUZZA, PRATO CARNICO

Alla sospensione del pagamento della quota variabile dell’acqua in tutti i 26 Comuni della Carnia colpiti dagli eventi alluvionali di fine ottobre, si aggiunge una nuova misura di aiuto per la montagna decisa da CAFC per 3 Comuni in cui la depurazione è saltata a causa del maltempo. A Tolmezzo, Paluzza e Prato Carnico i cittadini non dovranno versare la quota di depurazione che, quindi, verrà detratta. “Dopo aver deciso di decurtare dai pagamenti la quota variabile dell’acqua a causa della mancata potabilità (a partire dal 28 ottobre fino a quando, nei vari territori, la dichiarazione di conformità ha permesso di dichiarare nuovamente lo status di potabilità), la volontà di non assoggettare i tre Comuni carni alla quota di depurazione conferma tutto lo sforzo profuso da CAFC nel tendere una mano ai cittadini duramente provati dalla calamità naturale”, dichiara il Presidente Salvatore Benigno. Nessun versamento dunque dal 28 ottobre fino alla data di ripristino della normale attività di depurazione. A Tolmezzo le zone coinvolte sono: località Curiedi, piazza della Fontana, le strade Cale, Canonica, Curiedi, Da Maresie, Enfretez, Luchiat, Lutiseit, Mogadiscio, Nuova, Salite Sabide, Val, Valegn, Vecchia, Viute, vicolo Simon. A Tolmezzo le avversità meteorologiche hanno compresso la funzionalità dell’impianto di depurazione a servizio della frazione di Fusea. A Paluzza, dove il maltempo ha messo fuori uso il depuratore che serve la frazione di Cleulis, le aree che beneficiano della misura di sostegno sono: piazza della Vittoria, le vie XXV Aprile, IV novembre, Laipacco, Martiri di Promosio, Monte Terzo, Muses, Pecol, Postetto, Sant’Osvaldo, Val Castellana, Vittorio Veneto. Prato Carnico otterrà l’agevolazione per il territorio regolato dall’impianto di depurazione, che non ha più funzionato correttamente, che serve la frazione di Osais.

Intanto, CAFC annuncia l’arrivo di un macchinario super tecnologico per far fronte alle emergenze e alle calamità naturali.CAFC ha deciso di investire 100 mila euro per l’acquisizione di un’innovativa macchina sacchettatrice che produrrà sacchetti di acqua potabile, prelevandola dalla rete. Si tratta di kit di 3 litri d’acqua potabile dentro ogni sacchetto in polietilene con termo-chiusura (2 sacchetti per ogni famiglia) per le esigenze alimentari immediate. La distribuzione avverrà capillarmente, porta a porta, anche nei luoghi più sperduti, magari con la collaborazione delle squadre comunali di Protezione Civile, al posto dell’utilizzo delle autobotti che obbligavano i cittadini a recarsi anche lontano dalle proprie abitazioni.