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GORIZIA: LA GUARDIA DI FINANZA SCOPRE SODALIZIO DEDITO A TRUFFE AI DANNI DI VITICOLTORI DEL COLLIO GORIZIANO E SLOVENO

Le indagini sono scattate a seguito della denuncia presentata al Nucleo di polizia tributaria di Gorizia dal titolare di una nota azienda vitivinicola del Collio goriziano, il quale aveva subito il raggiro di un sedicente operatore economico della provincia di Caserta che gli aveva proposto, tramite e-mail, l’acquisto di un significativo quantitativo di vino confezionato, con pagamento alla consegna mediante assegno circolare per l’importo concordato di 6.000,00 euro. Solo dopo averlo presentato all’incasso, il venditore apprendeva dell’inesigibilità del titolo di credito poiché – nonostante la genuinità materiale dell’assegno – lo stesso apparteneva ad una partita di altri 322 assegni trafugati “in bianco” nel corso di una rapina ad un portavalori.

La capillare attività effettuata dagli uomini del Nucleo di polizia tributaria di Gorizia, inizialmente sotto la direzione della Procura della Repubblica di Gorizia e successivamente – per competenza territoriale – della Procura della Repubblica presso il Tribunale di Santa Maria Capua Vetere (CE), ha consentito di individuare le aziende agricole frodate e di risalire all’identità dei truffatori. In particolare, oltre alle modalità classiche di indagine, gli investigatori si sono avvalsi anche di intercettazioni telematiche e di tecniche informatiche avanzate, poiché si è ritenuto che l’origine degli assegni, frutto di rapina, potesse derivare da un’attività delinquenziale tipica della criminalità organizzata. Si è potuto così risalire alle persone associate alle caselle di posta elettronica dalle quali erano partite le corrispondenze strumentali alle truffe, nonché individuare i nominativi degli intestatari delle utenze telefoniche cellulari utilizzate per contattare i soggetti raggirati.
Il meccanismo fraudolento, così come accertato dalle fiamme gialle goriziane, consisteva nell’inviare a numerosissime aziende agricole una proposta di acquisto di vino imbottigliato richiedendo il “listino” dei prezzi, che stranamente non veniva mai contestato o mercanteggiato al ribasso. I successivi contatti telefonici intercorrevano solamente con quei venditori che si mostravano interessati all’affare e che accettavano il pagamento con assegno circolare ricevuto in contrassegno alla consegna della merce. Perfezionata la truffa, gli acquirenti, per non essere rintracciati, provvedevano all’immediata chiusura delle utenze telefoniche e delle società o imprese utilizzate come paravento, intestate a compiacenti soggetti nullatenenti, ovvero ad extracomunitari non rintracciabili.

Articolo di Roberto Mattiussi

Passione per il giornalismo, Webmaster, esperto Seo & On Line Marketing. Precedentemente anche Dj, Tecnico-Informatico , Regista in diverse Radio. Laurea nel 2004. Tutte le sere conduce il Telegiornale del FVG su Cafè24. Orari Tg: 19:20, 21:00, 00:05, 07:20. Tutte le mattine in onda su Radio Fantasy con la rassegna stampa alle 06:00, 06:30, 07:00, 07:30, 08:30.

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