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ANCORA SULLA GRANDE TRUFFA DELLE BANCHE VENETE .

    RICEVIAMO E PUBBLICHIAMO  : 8 dicembre 2017 – Quanto riportato in questi giorni dalla stampa circa le questioni procedurali, ed anche sostanziali, che gli Uffici Giudiziari di Vicenza,  specialmente la Procura, stanno affrontando, ha indotto molti risparmiatori a chiederci  di intervenire al fine di sveltire le pratiche ed arrivare quanto prima a delle sentenze che facciano giustizia.  A questi risparmiatori ed a tutti gli altri che ovviamente sono parimenti interessati, rispondiamo che non rientra nelle nostre possibilità alcuna azione, diretta, nei confronti della Magistratura che possa cambiare l’evoluzione delle cose in quanto la procedura  è condizionata dalle leggi e dalle volontà, indipendenti, dei Magistrati.  Di certo non ci esimiamo dal criticare che nulla di efficace sia stato fatto per conservare i beni degli indagati in vista di una probabile condanna al risarcimento del danno, e neppure dal denunciare  le  tante  lentezze e non solo.  Vorremmo, però, portare l’attenzione su un differente livello:
La Magistratura è  uno degli “organi” che compongono lo Stato e quindi l’inefficacia dell’azione di quella parte che opera a Vicenza altro non è che l’ulteriore  dimostrazione di incapacità e/o mancanza di volontà dello Stato Italiano di gestire con giustizia il dramma sociale che ha colpito i risparmiatori di Banca Popolare di Vicenza.
E’ quindi verso lo Stato che leviamo la nostra voce perché  è ormai chiaro che i risparmiatori sono le vittime incolpevoli di imbrogli, inefficienze, errori di valutazione da parte della politica e pesanti interferenze della finanza.  Non vi è esponente politico che non alzi il dito contro Banca di Italia o Consob (che, per brevità, sono  Organi secondari dello Stato); contro le avventate, errate, tardive decisioni del Governo; contro i provvedimenti di BCE; contro la voracità del mondo della finanza; contro la lentezza della Magistratura; contro l’inadeguatezza della vigente legislazione. Tutti, oggi, affermano che la responsabilità di quanto accaduto non è dei risparmiatori e che essi sono le vittime di comportamenti illeciti, di negligenze di chi aveva doveri di controllo e di programmazione, di errori di governo.
Intanto, i risparmiatori da due anni sono stati derubati del frutto del loro onesto lavoro ed ora sono fra gli ingranaggi di Banca Intesa che li sta macinando con carte, firme, scadenze, intimazioni …
Noi associazioni dei risparmiatori diciamo:
Lo Stato, se  onesto con i propri cittadini, deve riconoscere i propri errori e risarcire subito il danno che i risparmiatori hanno ingiustamente subito. Poi faccia le cause nei tempi e modi che saranno; poi regoli i rapporti con chi è stato infedele, negligente fra i propri funzionari; poi discuta con la BCE. Lo Stato ha gli strumenti e la forza per  piegare quegli organi, soggetti e persone che sono i responsabili di questa vicenda e potrà  ottenere ampiamente il risarcimento del danno che noi abbiamo subito.
Con il risarcimento ai risparmiatori sarà evitato anche il futuro dramma delle azioni esecutive di  recupero degli NPL perché molti risparmiatori avranno i soldi per onorare i propri debiti, come di certo avrebbero fatto se non vi fosse stato l’azzeramento delle azioni.
Con il risarcimento ai risparmiatori si attiverà una sinergia funzionale alla ripresa economica e morale del paese e che darà fiducia e benessere.
Prima si chiude questa triste vicenda meglio è per tutti!
 
 
Associazioni Banche Popolari Venete Don Enrico Torta
ANCORA SULLA GRANDE TRUFFA DELLE BANCHE VENETE .

Articolo di Redazione Padova

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