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Matteo-Di-Giusto

I Giovani Imprenditori di Confindustria FVG in merito alla situazione dello stabilimento Fincantieri di Monfalcone

Il caso dello stabilimento di Fincantieri è stato al centro del Consiglio Centrale Giovani Imprenditori di Confindustria, svoltosi questo pomeriggio a Roma.
Matteo Di Giusto, Presidente Regionale dei Giovani Imprenditori di Confindustria FVG, ha voluto riassumere di fronte a tutti i giovani imprenditori quanto successo a Monfalcone: l’interpretazione di una norma sulla gestione dei materiali che scendono da bordo nave, ha comportato la chiusura di alcune aree del più importante stabilimento del Gruppo, con il conseguente blocco totale del sito produttivo, che ha dovuto quindi sospendere l’attività. Una misura oltremodo penalizzante per l’azienda, soprattutto perché non conseguente in alcun modo a un reale e grave pericolo per la salute e per l’ambiente. Di Giusto ha poi ricordato come l’accaduto si inserisce una lunga serie di ispezioni che Fincantieri ha ricevuto proprio nello stabilimento del golfo di Panzano, dal 2013 al 2015: ben 394 attività ispettive complessive, di cui 38 dell’INPS, 41 dell’Inail, 257 dell’ASL e 58 dell’Ispettorato del lavoro.
Riallacciandosi a quanto dichiarato dal Presidente di Confindustria Squinzi, solo due giorni fa in visita in Friuli Venezia Giulia per approfondire la questione, Di Giusto ha espresso grande preoccupazione e sgomento, perché questo genere di azioni fanno inevitabilmente pensare alla diffusione di una “manina antimpresa”: un’aria di ostilità nei confronti delle iniziative imprenditoriali che sembra sempre più presente. Un clima che certamente non aiuta chi, giorno dopo giorno, continua a credere nel futuro industriale dell’Italia, sia decidendo di mantenere qui le proprie attività, combattendo al fianco dei propri dipendenti, sia scegliendo queste zone per nuovi investimenti e insediamenti.
C’è chi dimentica che la presenza industriale è necessaria per la tenuta di tutto il sistema. L’industria ha infatti un fondamentale ruolo sociale perché, oltre a creare e mantenere l’occupazione, genera il valore che permette il mantenimento di tutti quegli elementi di welfare, di attenzione all’ambiente, di sostegno alla cultura che permea il nostro Paese. Senza il manifatturiero, tutto questo non ci sarebbe.
Grande dibattito si è poi aperto nel Consiglio Centrale anche riguardo al futuro delle aziende manifatturiero in Italia e al ruolo che avranno i Giovani Imprenditori nel nostro Paese, soprattutto se pensiamo che quanto accaduto a Fincantieri potrebbe succedere anche nelle nostre aziende. Il discorso di Di Giusto ha trovato immediato sostegno da parte del Consiglio, che si è impegnato in un lavoro corale e sinergico per sostenere chi si dovesse trovare in situazioni analoghe e per aiutare a far proseguire l’attività aziendale nel nostro Paese. Attività che fa sì che l’Italia continui a poter essere una grande economia a livello mondiale.
Il Presidente Di Giusto ha parlato a nome e in accordo di tutti i Presidenti GI del Friuli Venezia Giulia (accanto a lui a Roma erano fisicamente presenti il Presidente GI di Pordenone, Marco Camuccio, e il Presidente GI di Udine, Davide Boeri).

Articolo di Roberto Mattiussi

Passione per il giornalismo, Webmaster, esperto Seo & On Line Marketing. Precedentemente anche Dj, Tecnico-Informatico , Regista in diverse Radio. Laurea nel 2004. Tutte le sere conduce il Telegiornale del FVG su Cafè24. Orari Tg: 19:20, 21:00, 00:05, 07:20. Tutte le mattine in onda su Radio Fantasy con la rassegna stampa alle 06:00, 06:30, 07:00, 07:30, 08:30.

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