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JESOLO – AVVIATI I CONTROLLI SULLA SABBIA UTILIZZATA PER IL RIPASCIMENTO DELL’ARENILE

A causa del fenomeno naturale delle intense mareggiate, che ormai negli ultimi anni si estendono dall’autunno fino all’estate inoltrata, il problema dell’erosione della spiaggia ha raggiunto un livello allarmante.

Per porre rimedio a tali eventi eccezionali, ogni anno vengono eseguiti i lavori di “ripascimento”, che consistono principalmente in opere di difesa idraulica della costa soggetta a erosione (vicinanza foce Piave).

L’attività di ripascimento artificiale, negli ultimi anni ha beneficiato di quantitativi di sabbia, gratuitamente fornita al Comune dai privati impegnati in scavi per interventi edilizi (interrati), ed altrettanto gratuitamente messa a disposizione dal Comune come stabilito in apposito regolamento approvato dal Consiglio Comunale. La crisi economica ha però determinato un forte rallentamento dell’attività edilizia e un conseguente forte calo di tali quantità di sabbia, per cui recentemente si è ovviato a questa carenza mediante il dragaggio di sabbia da mare.

Purtroppo, però, nella sabbia utilizzata l’anno in corso per il ripascimento della spiaggia, composta in parte dagli ultimi accumuli di materiale presente in arenile, in parte da dragaggi a mare (in questo caso la sabbia ha caratteristiche cromatiche leggermente più scure soprattutto in Pineta) ed in parte da scavi eseguiti nei cantieri della zona del Lido, seppur sottoposta ad accurate analisi e controlli della composizione chimica e organica da parte di Arpav ed alla procedura di validazione da parte della Commissione Tecnica Regionale Ambiente (CTRA), sono stati rilevati alcuni residui di materiali inerti di piccole dimensioni che sfuggono alla prima lavorazione di vagliatura e che devono essere eliminati dalla continua setacciatura superficiale da parte degli operatori dell’arenile.

Il problema è stato oggetto di numerose segnalazioni di privati e operatori, ed è stato sottoposto dal comune di Jesolo all’attenzione del Magistrato alle Acque di Venezia, del direttore dei Lavori appositamente incaricato e dell’Arpav.

“È utile precisare, soprattutto per fare chiarezza tra i non addetti ai lavori, che essendo l’arenile un’area demaniale di proprietà dello Stato, i lavori di ripascimento non sono né finanziati né progettati né diretti dal Comune – spiega ilsindaco Valerio Zoggia  -. Più volte l’Amministrazione comunale ha fatto richiesta al Magistrato Alle Acque (ora Provveditorato alle Opere Pubbliche del Ministero) e alla Regione di intervenire con lavori che arrechino il minimo danno possibile alle attività turistiche e che possano, dal punto di vista strutturale, garantire una definitiva messa in sicurezza del litorale, anche al fine di evitare i costosi interventi eseguiti annualmente per far fronte all’emergenza generata dalle mareggiate”.

A fronte del materiale inerte rinvenuto l’Amministrazione comunale si è attivata con l’Arpav, L’Ulss 10 – Dipartimento di Igiene e Sanità Pubblica – e Capitaneria di Porto, i quali oggi hanno fatto un sopralluogo nella zona di Jesolo Ponente (tra il Faro e piazza Nember) per verificare la situazione a fronte delle segnalazione pervenute in queste ultime settimane.

I piccoli frammenti di inerti rinvenuti sono stati prelevati dai tecnici dell’Arpav che provvederanno ad analizzarli e a verificarne la composizione per rassicurare i turisti.

Inoltre si è appena conclusa l’attività di bonifica nell’area dell’ex Cinema Aurora a Jesolo Paese: un iter avviato alcuni mesi fa e che ad oggi ha contribuito in maniera definitiva al risanamento di più edifici dove erano presenti delle coperture in lastre di fibrocemento. Questo dimostra l’attenzione dell’Amministrazione comunale verso la sicurezza ambientale.

Articolo di Redazione Venezia

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