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Legge regionale piemontese favorisce le slot online che pagano di più .

La legge regionale del Piemonte in tema di regolamentazione del gioco, in vigore dall’inizio dell’anno e che pone limiti alla presenza delle slot machine sul territorio, dà i primi risultati, e non sono quelli che ci si aspettava. La legge infatti che si poneva l’obiettivo di ridurre il gioco per i piemontesi, ha ottenuto soltanto l’effetto di troncare il gioco nelle slot machine, senza però annullarlo. I giocatori, infatti, lungi dall’evitare di giocare, hanno deviato le loro attenzioni verso altre forme di gioco, comprese le slot online che pagano di più.
Molto severi i gestori delle slot, di cui si fa portavoce Massimiliano Pucci, in veste di presidente dell’associazione Astro, che raduna proprio i gestori di locali con slot. Pucci accusa infatti la legge regionale di aver avuto addirittura degli effetti peggiori rispetto al male che intendeva contrastare.
Ma la realtà, evidenziata dai dati raccolti nei primi 4 mesi del 2018, e confrontati con gli ultimi 4 del 2017 è più complessa.

I dati sulle slot non considerano le slot online che pagano di più

Guardando i dati complessivi forniti dai Monopoli di Stato, si evidenzia il fatto che in Piemonte vi sia stato un calo della raccolta del comparto del gioco, pari al 3,8%, nel periodo di tempo menzionato. Tali dati però non tengono conto di tutto il gioco, tralasciando sia il gioco d’azzardo sul web, una buona fetta degli amanti delle slot, si è spostata alle slot online che pagano di più e sono sempre accessibili, sia le forme di gioco illegale. Per non contare, trattandosi di una regione di confine, i giocatori che si sono spostati oltre frontiera.
Se andiamo a scorporare i dati, notiamo però come alla diminuzione del 3,8% del gioco in generale, corrisponda un calo di ben il 28,2% del gioco nelle slot machine, e un rilevante aumento delle quote investite in altri giochi: salgono del 8,93% le videolottery dell’11,7% i Gratta&Vinci, il gioco del Lotto del 10,5%. Come abbiamo detto, i dati non tengono conto della quota di giocatori che ha scelto di andare a giocare oltralpe, e di coloro che hanno scelto di sostituire le slot fisiche con le slot online che spesso pagano di più e possono essere raggiunte anche via smartphone. L’accusa mossa dalle associazioni dei gestori di slot dunque ha il suo fondamento, la legge regionale colpisce soltanto il comparto delle slot machine, che diventano il capo espiatorio di una battaglia che non risulta vincente.

Lo switch-off delle slot tradizionali e le nuove slot machine

Nel dettaglio la legge entrata in vigore il 20 novembre del 2017, prevedeva o switch-off di molte slot, a partire da quelle presenti in luoghi sensibili, ossia collocate a meno di 300 metri da chiese, scuole, ospedali etc, nei piccoli comuni, e a meno di 500 metri nei comuni con più di 5000 abitanti.
Per i sostenitori della legge, questa ha avuto l’effetto positivo di rimuovere le slot dalla frequentazione di adolescenti e giovani, e dal contatto visivo continuo con i bambini. Nel frattempo i costruttori di slot machine stanno studiando nuove soluzioni per proporre macchinette che possano da sole limitare i pericoli di gioco patologico. Si parla ad esempio di slot che vanno in stand by quando vengono superati tempi e limiti di spesa, e che mandano messaggi di avviso per il contrasto delle dipendenze. Inoltre le nuove slot saranno dotate di schede di blocco che verranno consegnate solo ai giocatori che dimostrano di essere maggiorenni.
Queste misure riguardano solo le slot fisiche, mentre le slot online che pagano di più, avendo un RTP per legge superiore al 90%, mentre le loro colleghe da bar sono ferme al 70%, non sembrano suscitare attenzioni da parte dei legislatori, ne a livello regionale, né nazionale. Fatta esclusione per il decreto dignità ormai legge, che penalizza il comparto del gioco fisico e a distanza, quindi anche le slot online AAMS, senza discriminazioni.

Articolo di Redazione Padova

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