“L’elisoccorso in Fvg non è efficace”, ma Riccardi risponde su Facebook A tante domande non è mancata la lunga e articolata risposta

Tutto nasce in data 13 febbraio alle ore 15.35 quando il sig. Zalukar Walter ha inviato una nota attraverso la quale intendeva contestare i dati relativi all’efficacia dell’elisoccorso presentati nel corso della III Commissione svoltasi il 6 marzo u.s. Il sig. Walter Zalukar infatti fa molte domande sull’elisoccorso, ma Riccardi risponde “riscontrando nel testo del sig. Zalukar affermazioni inesatte, manchevoli della necessaria documentazione, e quindi arbitrariamente sostenute, anche sulla base delle registrazioni delle telefonate in base alle quali è stato attivato il servizio di elisoccorso, si risponde puntualmente a quanto affermato.”

Non è mancata quindi la sua lunga e articolata risposta sull apropria pagina facebook che vi riportiamo.

1. I tempi di allertamento, partenza e arrivo sul luogo nel quale si trova la persona da soccorrere sono la somma di più fattori e non possono essere semplificati.

2. Non è stato affermato che l’elisoccorso sia necessariamente il primo mezzo ad arrivare: viene infatti effettuata una valutazione della situazione partendo dai dati in possesso delle centrali, ovvero localizzazione della persona e suo stato di salute valutata a partire dalla segnalazione arrivata. Nella maggior parte dei casi è il mezzo su gomma (ambulanza/automedica) che arriva sul luogo. Il concetto di efficacia si applica in questo caso perché l’obiettivo è ridurre quanto più possibile il tempo che intercorre fra l’allerta e la presa in carico del paziente. La complessità dei processi che portano a questo non sono semplificabili con una semplice addizione di tempi.

3. Il sig. Zalukar indica per reali dei tempi desunti dai resoconti della III commissione del 26 settembre 2017 senza evidente aver preso in considerazione che, nel frattempo, sono passati 18 mesi durante i quali la sperimentazione dell’utilizzo dell’elisoccorso, i tempi di risposta del NUE 112 e quelli della SORES si sono notevolmente accorciati. Quindi viene strumentalmente contestata l’efficacia di un’attività attuale confrontandola con dati vecchi e ricavati in un periodo di prima sperimentazione.

4. Anche per i tempi di rientro (ovvero il periodo temporale nel quale il paziente, preso in carico dall’equipe sanitaria, viene trasportato verso l’ospedale che, viste le condizioni cliniche, dovrà accoglierlo) i tempi presentati in commissione vengono confermati. Da rilevare che anche qui è stata operata una semplificazione da parte del sig. Zalukar nel calcolare i tempi: il tempo di viaggio in fase di rientro non può essere calcolato partendo dalla semplice sottrazione tra il tempo di arrivo in ospedale a quello di arrivo del primo mezzo di soccorso sul target. Infatti, anche nel caso di un trasporto in ambulanza, per prima cosa al paziente sono date le prime cure sul posto e, in seguito, viene predisposto per il trasporto. Con una metafora aeronautica: una cosa è calcolare il tempo di volo di un aereo da aeroporto ad aeroporto, altro è calcolare anche i tempi di arrivo allo scalo, check in, imbarco e poi sbarco uscita ecc.

5. I tempi di rientro suggeriti come “reali” e indicati in “40 minuti” dal sig. Zalukar non tengono presente di una condizione imprescindibile: che il paziente non è un codice, ma una persona alla quale è accaduto un evento traumatico o medico, e le sue condizioni di trasportabilità, e i conseguenti tempi, devono essere valutate dall’equipe sul posto. Si sta parlando di medicina non di logistica del trasporto merci.

6. Non si può però disconoscere il valore di avere una equipe avanzata sul posto e sul fatto che la stessa in molti casi annulli i rischi dovuti alle tempistiche di trasporto in fase di rientro.

7. Da rilevare che i tempi presentati in III Commissione si riferiscono a oggi, nel quale sono attive 46 piazzole. Con l’attivazione di 100 piazzole i tempi si ridurranno ulteriormente. Inoltre l’eliambulanza è dotata di strumentazione in realtà aumentata per il volo notturno e questo permette la sua operatività in condizioni climatiche anche avverse (una sola missione abortita in operatività notturna nel 2018).

8. L’eliambulanza nelle patologie mediche viene utilizzata solamente nei casi in cui si valuta possa essere più efficace rispetto ai mezzi su gomma: la decisione è presa di volta in volta tenendo conto anche della disponibilità di posti a livello regionale (esempio: un infarto a Gemona verrà trasportato su gomma a Udine ma potrebbe essere utile l’elicottero per andare a Trieste nel caso in cui l’emodinamica udinese fosse impegnata).

9. L’assessore alla salute ha dichiarato la sua piena convinzione nell’efficacia di un intervento di primo soccorso al quale contribuisca la presenza di un anestesista e di un infermiere, e nel fatto che questo rappresenti portare sul luogo del evento un “piccolo ospedale”. E che questi siano fattori determinanti per aumentare le speranze di salvezza del paziente. Convinzione che deriva, ha confermato il Vicepresidente, dalla lettura di dati presentati da professionisti dell’emergenza urgenza in attività che ne dimostrano l’efficacia. Ovvero lo dimostrano i progressi della medicina di emergenza urgenza ai quali lo stesso sig. Zalukar si appella per controbattere una affermazione che, involontariamente, al contrario conferma egli stesso.

Per quanto riguarda gli specifici casi riportati dal sig. Zalukar, partendo dal presupposto che la deontologia professionale, la normativa sulla privacy e il buon senso non permettono a chi non ha titolo di avere dettagli sull’attività dell’elisoccorso, e che ogni caso medico è valutabile con il paziente davanti, si ricorda come i primi trasporti hanno richiesto una ottimizzazione dei processi. Parlando dell’unico caso recente, si risponde puntualmente:

La dinamica dell’incidente propendeva per un trauma minore tanto è che era stata inviata esclusivamente una ambulanza in codice verde. Giunta sul posto, l’equipe sanitaria, sulla base di un’oggettiva visita del paziente, ha valutato la necessità di approfondire lo stato neurologico del paziente per cui è stato richiesto l’invio dell’eliambulanza per un trasporto all’ospedale di Udine. L’elicottero è decollato 18 minuti dopo l’ultima conferma di richiesta intervento e non 50 come riportato dal sig. Zalukar.

In fase di rientro l’ambulanza ha raggiunto la piazzola in 3 minuti. L’arrivo dell’ambulanza e dell’elicottero sulla piazzola è stato quasi simultaneo e l’elicottero sarebbe potuto ripartire subito se non fosse che le condizioni del paziente, comunque non critico, hanno costretto l’elicottero a ritardare la partenza di 40 minuti. L’elicottero è partito alle 4.15 ed il paziente era in ospedale alle 4.42.

E’ evidente pertanto che, pur confermando l’esattezza dei tempi di percorrenza desunti dal noto portale sulla viabilità dal sig. Zalukar, questi non tengono conto della valutazione medica dello stato del paziente, della sua preparazione al trasporto (necessaria in ogni caso e con qualsiasi tipo di trasporto utilizzato).

Si ribadisce che la deontologia professionale, la normativa sulla privacy e il buon senso, non permettono di fornire, a chi non ha titolo, informazioni sulle condizioni cliniche di qualunque paziente, e quindi anche di quelli per i quali è stato attivato il soccorso tramite l’eliambulanza.

Saranno inoltre oggetto di valutazione legale le affermazioni conclusive del sig. Zalukar che palesemente adducono la responsabilità diretta della morte di una persona a “chi ha mantenuto in essere un’attività che rallenterebbe oltre misura i tempi di soccorso e di ospedalizzazione”.