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MESTRE – PERDE LA PATRIA POTESTA’, LA MADRE VA A PRENDERE IL FIGLIO IN COMUNITA’

Nella giornata di sabato 28 febbraio, i servizi di controllo finalizzati al contrasto dei reati

in ambito ferroviario e nelle zone limitrofe, hanno permesso al personale della dipendente

Sezione Polfer di Mestre di conseguire i seguenti risultati.

Nella tarda serata, infatti, gli Agenti hanno rintracciato un tredicenne di origine serba,

illegittimamente prelevato dalla madre da una Comunità per Minori di Trieste, alla quale era

stato affidato conseguentemente alla perdita della patria podestà dei genitori.

Nello specifico, il gruppetto formato da tre donne, un ragazzino e due bambine piccole, tutti

originari dell’est Europa, che si aggirava in modo sospetto tra i binari della stazione, era

stato subito notato dagli agenti che prontamente erano intervenuti, fermando i soggetti in

questione per un controllo identificativo.

Essendo tutti quanti privi di documenti, gli agenti avevano proceduto con un più accurato

accertamento attraverso l’ interrogazione della Banca Dati Interforze, dalla quale era emerso

che l’unico ragazzino del gruppo, il tredicenne P.A., era stato prelevato con la forza, il 27

novembre u.s., dalla madre e dalla sorella, dalla Comunità presso la quale si trovava, dopo

che una sentenza della Corte d’Appello di Trieste aveva privato la madre dei diritti della

patria potestà.

Alla luce di quanto appreso e su successiva disposizione dell’A.G. competente, il minore

veniva trattenuto presso gli Uffici Polfer, nell’attesa di trovare un’idonea struttura di

accoglienza presso cui accompagnarlo.

Lo stesso personale, nella stessa giornata, aveva proceduto ad accertamenti sull’identità,

tramite l’archivio del terminale interforze del venticinquenne cittadino albanese N.K., il

quale, trovato a bordo treno privo di titolo di viaggio, era risultato in possesso di documenti

identificativi deteriorati e illeggibili, oltre che di un permesso di soggiorno scaduto nel 2013,

fatto per il quale veniva deferito in stato di libertà ai sensi della legge sull’immigrazione.

Dall’interrogazione della Banca Dati, inoltre, era emerso che l’uomo aveva a suo carico

pregiudizi penali per reati inerenti gli stupefacenti, il possesso illegale di armi e la guida senza

patente.-

Grazie alla costante vigilanza e agli accurati controlli del personale Polfer, nel pomeriggio di

ieri, venivano inoltre identificati tre cittadini romeni, tutti senza fissa dimora e pregiudicati;

tra loro anche B.V.F., classe 1991, il quale, avendo a suo carico un provvedimento di divieto

di ritorno nel Comune di Venezia, per la durata di tre anni, veniva subito denunciato per la

violazione dell’ordinanza in questione.-

Articolo di Redazione Venezia

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