Miteni ha aperto le sue porte, un grande successo. Preoccupazione per il futuro

Trissino 23 luglio 2016. Oltre 200 persone sono entrati nello stabilimento Miteni di Trissino nel corso del Porte Aperte. 25 gruppi hanno visitato le aree di produzione e di ricerca. Le domande fatte ai tecnici hanno riguardato in particolare l’utilizzo delle molecole prodotte nello stabilimento e la sicurezza per l’ambiente.

Una azione concreta di dialogo e trasparenza che l’amministratore delegato Antonio Nardone ha così commentato. “Siamo veramente soddisfatti di questa occasione di incontro con chi ha voluto approfondire la conoscenza sulla nostra attività. Sono convinto che mettere a disposizione delle persone, del territorio e delle istituzioni la nostra conoscenza sia il modo migliore di superare preoccupazioni e diffidenze”.

Nardone ha poi voluto commentare le notizie che riguardano l’obbligo imposto dal ministero dell’Ambiente alla Regione Veneto di applicare i limiti per i Pfas deliberato nell’autorizzazione ai consorzi di bonifica di pochi giorni fa con effetto immediato e non a partire dal 2020.

“L’imposizione di limiti per i Pfas a catena corta così restrittivi, i più restrittivi del mondo, da un giorno con l’altro può provocare la sospensione della produzione. Un problema che coinvolge Miteni ma che riguarda decine di aziende del territorio. Ci troviamo di fronte a un’inspiegabile contraddizione con la imposizione di regole diverse per il Veneto fatte dallo stesso ministero dell’Ambiente che pochi giorni fa aveva emanato un decreto con valori per le sostanze Pfas del tutto diversi, recepiti da una direttiva europea. E’ evidente che qualcosa non funziona. In questo modo le aziende del Veneto vengono irrazionalmente penalizzate minandone la competitività rispetto al resto del mondo”.