MUSICA, TRIESTE: OMAGGIO A UGO AMENDOLA MERCOLEDÌ 24 MAGGIO, ORE 20.30 TRIESTE, SALA TARTINI

È dedicato al compositore veneziano Ugo Amendola il concerto in programma mercoledì 24 maggio, alle 20.30 nella Sala Tartini di Trieste (via Ghega 12), nell’ambito della Stagione Concertistica di primavera – estate del Conservatorio. “1917 – 2017 − Omaggio a Ugo Amendola” vuole rendere omaggio all’artista nel centenario della nascita, attraverso un programma che ripercorre i “Divertimenti su basso ostinato, per pianoforte” – in cui il Preludio, il Notturno, la Marcetta, il Valzer e il Finale sono rispettivamente dedicati a Igor Strawinsky, Claude Debussy,  Gabriele Bianchi, Maurice Ravel e Gino Tagliapietra – oltre alla sua Seconda Sonata per pianoforte, aiDue tempi di Sonata per violino e pianoforte e alla Terza Sonata per pianoforte composta nel 1961. L’esecuzione è affidata agli allievi del Dipartimento di Strumenti armonici del Conservatorio Tartini: si esibiranno al pianoforte Andrea Virtuoso, Kostandin Tashko, Llambi Cano e Luca Chiandotto, al violino Giada Visentin. Come sempre l’ingresso è aperto alla città, previa prenotazione. Infowww.conservatorio.trieste.it tel.040.6724911.

Ugo Amendola nasceva a Venezia il 28 agosto del 1917. Diplomato in pianoforte sotto la guida di Gino Tagliapietra, allievo di Ferruccio Busoni, sin dall’inizio si divise fra un’intensa attività concertistica – si esibì anche alla Scala di Milano – compositiva e didattica. Fu docente di Composizione al Conservatorio “B. Marcello” di Venezia e successivamente ne divenne direttore dal 1973 al 1985. Ha ricevuto importanti onorificenze fra cui la Medaglia d’oro del Comune di Venezia quale riconoscimento per il Primo premio al Concorso Nazionale di Composizione città di Milano (1948) e il  titolo di Cavaliere al Merito insignito dal Presidente della Repubblica Sandro Pertini. Spiega la pianista Letizia Michielon: “NeiDivertimenti su basso ostinato il pensiero va innanzitutto ai ritmi ossessivi di Stravinskij, alle atmosfere notturne e sinestesiche di Debussy, all’ ironia di Gabriele Bianchi. Per Amendola la sonatarappresentava l’involucro formale più complesso da realizzare: i suoi sette lavori per pianoforte sono esemplari per logica essenzialità, capacità costruttiva,originalità di trasformazione del materiale”.  Il musicologo Marco Maria Tosolini evidenzia che “la poetica compositiva di Ugo Amendola si iscrive in un novero di eccellenza (…). I Due tempi di sonata per violino e pianoforte ci spiegano come il ventiduenne Amendola sviluppi due poetiche diverse e relate ad un tempo.. Così come all’epoca d’oro di Venezia, il compositore colto e sensibile è attratto sia dalla sensiblerie francese che dalla sensucht mitteleuropea”.