ORETI: OSPEDALE DI GORIZIA: CARDIOLOGIA E NEFROLOGIA CHIUSE PER FERIE. TUTTI IN MEDICINA GENERALE

fabrizio oreti

In questi giorni, se qualcuno lo avesse dimenticato, è trascorso il primo anniversario per un evento “luttuoso” che ha riguardato la sanità cittadina. Era l’11 luglio scorso quando la presidente della Regione Serracchiani giungeva in città per decretare, formalmente, la chiusura del punto nascita della città.

Questo il pensiero del capogruppo e consigliere comunale della lista civica “Per Gorizia”, Fabrizio Oreti.

A prescindere dall’infausta scelta che ha lasciato, lascia e lascerà il segno sulla nostra comunità, ricordo ancora in maniera nitida le sue promesse in un consiglio comunale stracolmo di cittadini: la sanità Isontina non subirà ulteriori tagli, anzi, verrà potenziata anche con l’assistenza sanitaria sul territorio e nessun altro reparto subirà riduzioni. Beh a distanza di un anno si può affermare tranquillamente che si trattava di vere e proprie promesse non mantenute. In quest’anno abbiamo vissuto l’entrata in vigore della riforma sanitaria regionale e la conseguente entrata in campo del piano attuativo locale (PAL), il tutto con un unico denominatore: tagli, tagli, tagli. Direi – sottolinea Oreti – che la lista sarebbe lunga ma basta ricordare che l’assistenza sul territorio non è mai decollata e trovo emblematico, così come hanno sottolineato gli organi di informazione e verificato telefonicamente direttamente con l’ospedale, che i reparti di cardiologia e nefrologia resteranno chiusi per il mese di luglio riaprendo a fine agosto, i pazienti verranno dirottati in medicina generale. Quasi come che l’ospedale fosse diventato un negozio di commercio al dettaglio che può permettersi, con una popolazione di 35 mila abitanti che per il 55% ha superato i 65 anni, di poter dire: scusate siamo chiusi per ferie, vi dirottiamo al negozio più vicino. Non avrei mai pensato che un ospedale inaugurato soltanto sette anni fa, in cui sono stati spesi milioni di euro, venisse ridimensionato in questo modo. In attesa di conoscere il nome che a settembre sostituirà il dimissionario direttore generale Pilati, non penso cambierà molto visto gli indirizzi politici che sta fornendo l’assessore regionale alla sanità Telesca. Ormai – termina Oreti – per quanto riguarda Gorizia direi che sarebbe il caso di non parlare più di mamma regione bensì di matrigna regione.