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VILLA GIUSTI

PADOVA : A VILLA GIUSTI IL CONVEGNO ” LA GRANDE GUERRA E’ FINITA, INFLUENZA SULLA SOCIETA’ E LA GASTRONOMIA IN VENETO “

Tra le 18,20 e le 18,40 del tre novembre 1918 a Villa Giusti , che si trova tra Padova ed Abano,quest’ultima sede del Comandante Supremo del Regio Esercito Armando Diaz, i plenipotenziari italiani, guidati dal generale Pietro Badoglio, e quelli austriaci, guidati dal generale Weber, firmano l’armistizio tra il Regno d’Italia Sue l’Impero Austroungarico,ponendo termine alla Prima Guerra Mondiale.Ugo Ojetti, famosissimo giornalista del secolo scorso,in tempo di guerra addetto alla propaganda del Comando Supremo la considera un pò brutta, ma diventata la più bella delle ville d’Italia per la pagina di storia che qui fu scritta.
Quasi tutto vi è rimasto come allora, in particolare la stanza dell’Armistizio con al centro il tavolo dove fu scritta la parola fine ad un conflitto che dalle Dolomiti all’Adriatico era costato più di un milione di morti.

In occasione del Centenario della Grande Guerra il Coordinamento Territoriale del Veneto dell’Accademia Italiana della Cucina ha voluto svolgere a Mandria di Padova, proprio a Villa Giusti del Giardino, grazie alla gentile concessione degli attuali proprietari Lanfranchi,un interessante convegno dal titolo significativo ed appropriato: ” La Grande Guerra è finita, influenza sulla società e la gastronomia del Veneto”. con il patrocinio del Consiglio Regionale del Veneto e del Comune di Padova. Dopo i saluti delle Autorità e del vicepresidente dell’Accademia Severino Sani,Giorgio Golfetti ha introdotto i relatori. Marco Mondini, dell’Università di Padova, si è intrattenuto su ” La modernità del cibo. Grande Guerra ed alimentazione in Italia”.Dopo le conclusioni tratte da Roberto Robazza ed una visita guidata alla villa ed alla sala dell’Armistizio, guidata dal professor Gianni Lanfranchi, è seguito un “dinner” ispirato ad un pranzo offerto da Vittorio Emanuele III agli ufficiali francesi al fronte: Vellutata di asparagi verdi di Pernumia con crostini, trota salmonata con salsa olandese, petto di faraona alla melagrana,filetto di maiale alla senape ed armagnac, patate duchessa,cestino di croccante alle mandorle con fragole al basilico e crema chantilly, il tutto innaffiato da Moscato Secco Fior d’arancio Colli Euganei Cantina Vò,Vino bianco Amphora Castello di Lispida, Rosso Rialto Doc Cantina Vò, Moscato Fior d’Arancio d.o.c.g Cantina Vò (PD) .
Al levar delle mense applausi allo chef Giovanni Meneguzzo ed alle brigate di sala e di cucina.

Articolo di Redazione Padova

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