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PADOVA : DUE PADOVANI AGLI ARRESTI CON UNA DONNA ROMENA PER ASSOCIAZIONE A DELINQUERE FINALIZZATA AD OTTENERE PERMESSI DI SOGGIORNO E L’AMMISSIONE A PENE ALTERNATIVE AL CARCERE .

All’alba di oggi sono state arrestate, in esecuzione di misure cautelari emesse del G.I.P. di Padova su richiesta del Sost. Procuratore della Repubblica presso il Tribunale di Padova dott. Sergio Dini,  tre persone ( un uomo ed una donna  italiani una cittadina romena) che, formando falsa documentazione comprovante dei rapporti di lavoro a tempo indeterminato in realtà inesistenti, consentivano ai beneficiari della stessa di ottenere indebite utilità: permessi di soggiorno per stranieri,  prestazioni assistenziali assicurate dall’INPS e l’ammissione a pene alternative alla detenzio    L’indagine é scaturita dall’intuito investigativo dei poliziotti, che  nell’ambito di un’ attività finalizzata alla repressione dei reati contro il patrimonio posta in essere dalla stessa Squadra Mobile nel corso del 2017, avevano osservato che alcuni soggetti stranieri, per lo più albanesi, indagati e arrestati per furto in abitazione dagli stessi investigatori patavini, avessero ottenuto il rilascio del permesso di soggiorno in quanto assunti da diverse società facenti capo ad uno stesso imprenditore padovano, identificato in TIRANTI Umberto Antonio, assunzioni che, pur apparendo formalmente regolari, risultavano invece insussistenti e finalizzate al mero ottenimento del titolo di soggiorno.  Grazie alle informazioni ed ai riscontri ottenuti  veniva quindi avviata un’attività di indagine, anche di natura tecnica, che ha permesso di delineare la struttura di un sodalizio criminale, composto da TIRANTI Umberto Antonio, PASTORANI Gianna Maria e MANDACHI Liliana, i quali sono risultati essersi associati tra loro, e con altri, allo scopo di commettere un numero indeterminato di delitti in materia di falso ideologico e documentale e correlati delitti contro la fede pubblica, l’amministrazione della giustizia ed in materia di immigrazione.

Le indagini hanno dimostrato che TIRANTI Umberto Antonio ha assunto, formalizzando la posizione presso la Camera del Commercio e Artigianato di diverse province, la figura di amministratore unico di diverse società a responsabilità limitata, tra le quali la ADRIATICA S.r.l., APES S.r.l., FORTUM S.r.l., MANAGE CONSULTING INTERNATIONAL S.r.l., TEMPLAR S.r.l. e WIN FOR LIFE S.r.l., tutte società di fatto non operative in quanto non svolgono alcuna attività economica. Quindi, con la collaborazione della  MANDACHI Liliana, il cui ruolo è risultato essere quello di procacciare numerosi soggetti, tutti stranieri e disponibili a formare false pratiche, mediando tra questi e lo stesso TIRANTI nonché di Gianna Maria PASTORANI la quale, grazie alla sua figura professionale di  Consulente del Lavoro, utilizzando le credenziali presso gli enti pubblici, si occupava delle operazioni di creazione ed elaborazione dei documenti e delle attestazioni, hanno formato una serie indeterminata di falsi contratti di assunzione a tempo indeterminato, registrando tali atti presso i Centri per l’impiego territoriale, formando e stampando i cedolini degli stipendi teoricamente pagati ai dipendenti e comunicando all’INPS, per via telematica, i contributi figurativi calcolati sui redditi (fittizi); quindi formando una serie di atti e documenti, tutti ideologicamente falsi ed aventi effetto giuridico, che simulano una rapporto di lavoro,  in realtà inesistente, tra una pluralità di soggetti e le società riconducibili a TIRANTI Umberto Antonio che i ” dipendenti” pagavano secondo un tarriffario con una prima quota (tra 500 e 800 euro) per creare il contratto a tempo indeterminato, a cui si aggiungevano 100 euro se volevano il Cud e 150 euro al mese per avere la busta paga fittizia. In pratica pagavano le loro assunzioni  per fingere di lavorare, ma un tornaconto c’era, e anche notevole. “
I soggetti beneficiari della falsa documentazione, utilizzavano poi la “falsa posizione lavorativa e contributiva” per commettere una serie indeterminata di reati fine, quali l’ottenimento di permessi di soggiorno per stranieri rilasciati per motivi di lavoro, indebite prestazioni assistenziali dall’INPS (indennità di disoccupazione, di maternità, ecc.), l’ammissione a pene alternative alla detenzione. L’attività di indagine ha portato ad accertare un danno di circa 81.000 ai danni  dell’INPS

Tutti i protagonisti dell’inchiesta (i 74 soggetti beneficiari delle false documentazioni) sono stati deferiti   all’A.G. procedente .

A riscontro dell’attività, il G.I.P. presso il Tribunale di Padova, a conclusione di una prima fase delle indagini, ha emesso  le  ordinanze di custodia cautelare in carcere e un’ordinanza di arresti domiciliari, nei confronti di:

MANDACHI Liliana, nata in Romania (EE) il 1/5/1957 – (custodia in carcere); TIRANTI Umberto Antonio, nato a Torino (TO) il 21/1/1941 – (custodia in carcere);  PASTORANI Gianna Maria, nata a Campodoro (PD) il 22/2/1958 – (arresti domiciliari).

Articolo di Redazione Padova

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