PADOVA : È Virtus-show alla Kioene , vince il derby contro Vicenza .

PADOVA.  Virtus Padova dipinge un altro pezzo del cielo vincendo 77-72 un derby difficilissimo, in cui Vicenza soffre ma non crolla, pareggia con orgoglio i conti negli ultimi minuti e culla anche l’idea di restituire lo sgambetto dell’andata, ma alla fine si arrende, anche lei come le altre, sbranata nel finale dai leoni liberati sul parquet da coach Rubini, che si tengono stretta la vetta della classifica in compagnia di Cesena e mostrano ancora una volta che lì in alto non ci sono arrivati per caso.

Pronti-via e De Nicolao dà l’immediato benvenuto a Vicenza e ai duemila della Kioene Arena con una bomba da tre che inaugura un break di 9. La Tramarossa rompe il ghiaccio dopo 3 minuti e 30 di sofferenze con una tripla del grande ex Crosato, a cui seguono altri due spari dall’arco di Corral. Ma l’Antenore Energia non si fa impaurire: Ferrari imprime tutta la sua gerarchia sotto canestro con un 4/4 dal campo nei primi 10’ (saranno 21 punti a fine partita)mentre Virtus gioca un basket con ritmo ed idee e De Nicolao è un principe con la palla tra le mani ed un pitbull rabbioso quando deve andarsela a riprendere.  Sulla partita impatta bene anche capitan Schiavon (5 punti), mentre sulla sirena del primo quarto Pellicano si inventa il tiro del 30-19. Ma al ritorno sul parquet sembrano aumentare i grattacapi per Padova: primo break biancorosso di sei punti e Montanari con un giro in lunetta riporta Vicenza a -3, subito respinta indietro da un controbreak dell’Antenore che varrà il +9 al giro di boa. Ma gli ospiti escono meglio dai blocchi anche dopo l’intervallo lungo con un 9-3 di parziale,  Corral schiaccia il -3 e l’inerzia sembra poter cambiare. La partita diventa bellissima: alle triple di Filippini e Motta rispondono con la stessa moneta Conte e Quartieri e la Kioene diventa elettrica. Virtus concede alcuni passaggi a vuoto, inizia a sbagliare troppe palle e certi canestri iniziano a non entrare più. I presagi diventano brutti pensieri quando Crosato si inventa una tripla dal nulla e Corral riporta Vicenza a -1. Il pareggio è dietro l’angolo e Demartini infila il 67-67 al 35’ senza fare troppi complimenti. Ma questa Virtus  nel proprio animo non contempla il concetto di paura e Bovo e Motta firmano l’immediato +4. Margine che si protrae fino agli ultimi sessanta secondi al cardiopalma: Corral accorcia -3 dalla lunetta, trema tutta la Kioene ma non i cuori e le menti dei ragazzi di Rubini. De Nicolao a 8 secondi dalla fine – scomodando Neruda – fa col pallone quello che la primavera farebbe ai ciliegi e si inventa l’assist per il +5 di Filippini, che colora di neroverde il derby, che vuol dire vittoria di Padova, che vuol dire dipingere un altro pezzo di cielo.