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CARABINIERI CONTRO IL CAPORALATO

PADOVA: IMPIEGO DI MANODOPERA CLANDESTINA. I CARABINIERI DENUNCIANO SFRUTTATORE MAROCCHINO DI UN CENTRO DI ACCOGLIENZA.

La segnalazione di un operatore del centro di accoglienza per richiedenti asilo di Villa d’Este, fatta ai Carabinieri della Stazione di Carmignano di Sant’urbano, ha consentito a questi ultimi e ai militari del Nucleo Carabinieri Ispettorato del Lavoro di Rovigo di avviare una lunga e complessa indagine, svolta anche con il supporto di mezzi tecnici, che si è conclusa con la denuncia in stato di libertà di E.A.S., marocchino 28enne residente in provincia di Rovigo, con precedenti, ritenuto responsabile di intermediazione illecita e sfruttamento del lavoro.

L’uomo, titolare di una società di intermediazione di lavoro per la somministrazione di manodopera da destinare alla raccolta di prodotti agricoli, con sede a Giacciano con Baruchella (RO), approfittava della sua posizione di presunta regolarità per procacciarsi commesse di lavoro, nel periodo compreso tra luglio ed agosto dello scorso anno, e reclutare 33 profughi (8 donne, 24 uomini, di cui due irregolari, e un minorenne) dai centri di accoglienza di Villa Estense (PD), Este (PD) e Monselice (PD), nonché dalle stazioni ferroviarie o da altri luoghi frequentati da indigenti, per impiegarli nella raccolta di pomodori in un’azienda della provincia di Rovigo.

Lo stesso organizzava sia il lavoro che le modalità di trasporto dei braccianti, prelevandoli con un monovolume di sua proprietà, che in alcune circostanze sovraccaricava per consentire il trasporto di più persone, per accompagnarli nei campi a raccogliere pomodori per un’azienda agricola di Bagnolo di Po (RO).

Le vittime, a cui era stato imposto di lavorare “in nero” con una retribuzione di 5 euro all’ora, MAI CORRISPOSTA , svolgevano la loro attività in un contesto fuori da ogni rispetto della normativa sull’orario di lavoro (erano impiegati sotto il sole senza fare alcuna pausa), sulla sicurezza (lavoravano senza dispositivi di protezione per capo ed arti) e in assenza delle più basilari regole d’igiene (non erano presenti servizi igienici e non veniva fornito ai lavoranti alcun pasto, ma solo somministrata acqua non potabile). Per placare i malumori, aveva garantito agli stranieri una futura assunzione a tempo indeterminato, con il beneficio di un alloggio.

Lo sfruttamento dei lavoratori approfittando del loro stato di bisogno, in  assenza di un regolare contratto di lavoro e, comunque, sottopagati con un compenso assolutamente sproporzionato rispetto alla qualità e alla quantità di lavoro prestato, ha consentito al marocchino l’accumulo di un profitto illecito di almeno 13 mila Euro.

L’attività investigativa è stata avviata nel mese di luglio 2017, a seguito della segnalazione di un operatore della struttura di accoglienza per richiedenti asilo di Villa Estense, insospettito dal fatto che un soggetto sconosciuto,  quotidianamente e la mattina presto, faceva salire  alcuni ospiti a bordo di un monovolume, riportandoli dopo molte ore di assenza, in serata. Da allora sono iniziati dei servizi di pedinamento e di osservazione che hanno consentito di appurare come il nord africano accompagnasse i richiedenti asilo a lavorare nei campi dell’azienda agricola già citata, dove lavoravano in condizioni che possono essere definite disumane. È stata anche eseguita un’ispezione congiunta con il Nucleo Carabinieri presso l’Ispettorato del Lavoro di Rovigo, sia all’agenzia di intermediazione di lavoro intestata al denunciato, nel mese di luglio 2017, che nell’azienda agricola dove la manodopera prestava lavoro, nel mese di novembre 2017. Nella circostanza tutti i 33 dipendenti sono risultati essere stati assunti “in nero”, fatto che ha comportato l’applicazione di una maxi sanzione pari a 101.000 Euro nei confronti dell’azienda che li stava impiegando. E’ stato constatato l’omesso versamento dei contributi previsti per un importo di 5.180 Euro e sono state comminate al marocchino ammende per ulteriori 5.260 Euro.

Il tutto si è concluso con una copiosa informativa di reato alla Procura della Repubblica presso il Tribunale di Rovigo, diretta al Sost. Proc. Dott. Fabrizio Suriano che, per tutto il periodo, ha coordinato le investigazioni condotte dai Carabinieri della Stazione di Carmignano Sant’Urbano e del Nucleo Carabinieri presso l’Ispettorato del Lavoro di Rovigo.

Articolo di Redazione Padova

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