PADOVA: IN POCHI GIORNI RACCOLTE 700 FIRME CONTRO LA FATTURAZIONE ELETTRONICA COME E’ STATA PROPOSTA DALL’ATTUALE GOVERNO .

In pochi giorni i circoli cittadini  di Fratelli d’Italia di Padova hanno già raccolto oltre 700 firme per la petizione popolare contro la fatturazione elettronica proposta dall’attuale Governo.Con l’entrata in vigore dal primo gennaio 2019 della fatturazione elettronica sia per costi sia per le complicazioni burocratiche che ne derivano ” i primi a soffrirne sono i commercianti come le piccole imprese, fondamentali negli equilibri del nostro tessuto socio economico.

“Il successo della raccolta firme – spiega Gabriele Zanon, coordinatore del circolo territoriale FDI Padova – dimostra la nostra volontà di attivarsi anche sul nostro territorio a sostegno delle imprese più piccole e dei privati titolari di partita IVA, perché  l’introduzione della fatturazione elettronica, che entra in vigore nel gennaio 2019, rischia di essere un altro modo per vessare le aziende, particolarmente le piccole imprese già massacrate da tasse e burocrazia. E’ solo buon senso logico e pratico che in un Paese che si regge sulle PMI l’imprenditore che produce occupazione e ricchezza non sia preso di mira. Visto che gli obblighi e le tempistiche previsti dall’attuale esecutivo per la fatturazione elettronica sono insostenibili alla maggioranza di chi vi sarà obbligato, Fratelli d’Italia chiede che la fatturazione elettronica valga solo per gli importi superiori a 10mila euro e che per le piccole imprese non entri i in vigore prima del 2022.”

“Dal 1 gennaio 2019 il Governo vuole imporre l’obbligo di fatturazione elettronica per tutte le imprese  – spiegano  Gabriele ZanonSilvia CarpaneseTommaso Tommasi,Filippo Ascierto– che erogano servizi a privati e partite Iva. La misura, tuttavia, non combatte l’evasione e non fa altro che gravare ulteriormente sulle spalle di artigiani, agricoltori e piccole e medie imprese. Fratelli d’Italia, dunque, chiede che la fatturazione elettronica sia obbligatoria solo per prestazioni di importo superiore a 10 mila euro e che sia posticipata per le piccole imprese al 2022″.