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PRESIDENTE DELLA PROVINCIA DI PADOVA

PADOVA : Prima seduta di consiglio provinciale per il neo presidente Fabio Bui.

Dopo il giuramento innanzi al Consiglio, al Prefetto di Padova Renato Franceschelli, agli emeriti presidenti della Provincia Franco Frigo, Lamberto Toscani, Renzo Sacco, Vittorio Casarin, Barbara Degani, Enoch Soranzo e a molti sindaci del territorio, il presidente Bui ha presentato le linee programmatiche e i progetti da realizzare nel corso del mandato.

“Vi ringrazio tutti – ha detto il presidente Fabio Bui – per aver voluto onorare con la vostra presenza questa prima seduta del Consiglio Provinciale dopo la mia elezione a Presidente.         Ringrazio tutti gli amministratori (tanti) che mi hanno dato fiducia. Fiducia che ovviamente  mi impegno ad onorare. Per chi avesse previsto altre soluzioni, sapremo dimostrare che la Provincia di tutti è una straordinaria opportunità per il nostro territorio. Il nostro futuro lo disegniamo se avremo la capacità e l’umiltà di considerare la storia delle persone e degli eventi che ci hanno preceduto. Ecco perché ho voluto avere accanto, in questa prima assemblea del Consiglio, i presidenti che hanno amministrato questa Provincia prima di me. Noi stiamo ereditando i risultati del lavoro fatto da chi, con passione e sacrificio, ha amministrato in anni magari anche molto diversi da quelli che di oggi.

Ognuno di Voi, cari Presidenti, è un tassello fondamentale di questa Provincia. Mi auguro che i vostri consigli possano illuminare il nostro percorso.

Permettetemi però un ringraziamento particolare al presidente Soranzo. Con Enoch gran parte di questo Consiglio ha condiviso gli ultimi anni di servizio in questa Provincia. Anni difficili, perché condizionati da una scellerata legge di riforma delle Province che, oltre ad aver tolto dignità al ruolo degli amministratori, ci ha costretto spesso a navigare senza riferimenti normativi certi e a volte persino contraddittori.

La riforma delle Province, pur presentando elementi di positività nella sua impostazione, è stato un caso esemplare di come sull’altare della demagogia, si possano rovinare esperienze amministrative di assoluta eccellenza. E Padova è una di queste eccellenze.

E’ stata proprio la Provincia di Padova, anche grazie al ruolo del Presidente Soranzo all’interno dell’UPI, a sapere essere “faro” per il mantenimento di un buon livello dei servizi e a coordinare alcune politiche strategiche territoriali sostenendo tanti Comuni in moltissime opere, specie nel settore della viabilità e dell’edilizia scolastica

Se la Provincia di oggi ha superato il terremoto della riforma mantenendosi credibile e operativa, lo dobbiamo alla Presidenza Soranzo e alla squadra che l’ha sostenuto.

Ora però è il momento di guardare avanti facendo tesoro dell’esperienza maturata. Infatti, abbiamo raggiunto una convergenza grande e trasversale non solo sulla figura del Presidente, ma sull’idea di una Provincia di tutti. Siamo la Provincia dei Sindaci e, azzarderei dire, una Provincia del fare che valorizza le diversità di ciascuno per esaltare la necessità dello stare assieme e raggiungere obiettivi comuni.

Noi oggi abbiamo davanti una straordinaria sfida che è anche una opportunità: quella di dimostrare, con il nostro quotidiano impegno, che amministrare una comunità è il servizio più alto che possiamo offrire ai cittadini. Sono convinto che non saremo mai giudicati per la “maglietta che portiamo” , ma da come sapremo interpretare e risolvere le loro necessità.

Ho già detto nei primi giorni che se questo mandato amministrativo si deve caratterizzare in due parole: “ascolto e concretezza”.

Diversamente saremo relegati anche noi sindaci/amministratori nel novero di quei rappresentanti istituzionali che stanno perdendo consenso  perché troppo spesso ostaggi di un modo di fare politica fondato sulla necessità di avere a tutti i costi un avversario, magari per nascondere le proprie mancanze e insufficienze.

Dobbiamo, invece, esaltare la nostra lealtà a una visione che fa tesoro delle nostre differenze per migliorarci vicendevolmente nelle varie scelte amministrative che saremo chiamati a compiere.

Ognuno di noi, dai dipendenti agli amministratori, devono sentirsi protagonisti di questo grande progetto che è la Provincia di Padova.

Saranno i fatti a giudicarci, non le considerazioni a priori. Saranno i risultati che ci daranno il metro se siamo sulla strada giusta o meno.

Giudicateci a consuntivo e non a preventivo, peggio ancora sulle  apparenze, sulle congetture e sui teoremi, o sui pregiudizi. È finito questo tempo. Errori ce ne saranno (chi fa sbaglia), ma oggi noi tutti ci presentiamo con il nostro personale e volontario impegno per onorare la fiducia che ci è stata riposta da tanti amministratori dei 102 Comuni. A gennaio saremo chiamati a eleggere anche il nuovo Consiglio Provinciale.

Mi auguro che lo spirito, le persone, gli amministratori che hanno inaugurato e sostenuto questa unitarietà (… che non nasce con la mia elezione, ma nel positivo lavoro fatto da tutti in questi 4 anni), ci accompagnino anche prossimamente.

Ripeto e concludo: sta a noi essere esempio concreto di quel nuovo modo di fare politica che è nel DNA soprattutto degli amministratori locali.

Solo noi potremmo miseramente fallire laddove ci relegheremo nei piccoli recinti delle appartenenze, piuttosto che aprirci in maniera incondizionata alla ricerca di soluzioni ai bisogni del nostro territorio. Da noi la gente si attende ascolto e concretezza, fatti e non parole. Questo sarà il mio e il nostro impegno. Buon lavoro a tutti”.

Articolo di Redazione Padova

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