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Don Marco Sanavio-papa
Don Marco Sanavio-papa

PADOVA : PRIVACY GDPR ED ETICA DEL DIGITALE

In questi giorni stiamo ricevendo una serie di comunicazioni da parte di aziende e organizzazioni che hanno registrato il nostro indirizzo email allo scopo di adeguarsi al General data protection regulation, il nuovo regolamento europeo in materia di protezione dei dati personali che alla già nota classificazione dei dati personali aggiunge quelli di dato biometrico, sanitario e genetico e che entrerà in vigore definitivamente il 25 maggio prossimo.

Il 12 maggio scorso, nell’Aula Magna dell’Università di Padova, è stata presentata e firmata da alcuni autorevoli esperti di etica a livello europeo, una dichiarazione che estende l’orizzonte di impegno della protezione dei dati anche a minori e anziani. A don Marco Sanavio, uno dei principali promotori ed estensori della Dichiarazione, abbiamo chiesto il perché di questa proposta proprio a ridosso dell’entrata in vigore del Gdpr.

«Con gli estensori della Dichiarazione di Padova, tra i quali figurano Gianni Potti fondatore dei DGITALmeet e Martina Pastorelli ideatrice di #digitaletica, abbiamo ritenuto opportuno sollecitare istituzioni e agenzie formative a stimolare un maggiore senso di responsabilità nei confronti dei dati personali, soprattutto di minori e anziani che possono non essere pienamente consapevoli dei rischi ai quali vanno incontro.

In che senso non ne sono pienamente consapevoli e a quali rischi vanno incontro?

«Come ben sottolinea il Gdpr tra i dati personali vi sono ad esempio quelli biometrici, ovvero le impronte digitali, il riconoscimento facciale e altri parametri che oggi utilizziamo come chiavi di accesso ai dispositivi o che vengono carpiti da sensori o videocamere per entrare, ad esempio, all’interno di istituti di credito. Se per i più giovani risulta meno problematico cedere i loro dati in cambio di servizi, è bene ricordare loro che ciò che di strettamente personale è ceduto all’infosfera resta per sempre ed è con buona probabilità destinato a sopravviverci per decenni e addirittura secoli. Come pure è bene far presente agli anziani, ai quali spesso vengono chiesti dati per attivare programmi fedeltà o nella loro attività di navigazione nel web, quanto sia importante tutelare le informazioni che li identificano».

Serve davvero una carta etica per ricordare queste attenzioni?

«A mio parere è fondamentale educare le coscienze a una maggiore consapevolezza etica all’interno di una dimensione dove i corpi sono dematerializzati e tutto ciò che li riguarda, dalla violenza personale al furti di identità, potrebbe apparire meno grave perché non si ha immediatamente di fronte la persona. Il fenomeno degli attacchi violenti all’interno delle reti sociali e nelle chat di Whatsapp e Telegram è un esempio di questa minore attenzione al rispetto personale nella mediazione tecnologica. I sistemi di intelligenza predittiva e artificiale, oggi, possono diventare estremamente invasivi e rivelare, ad esempio, per chi abbiamo votato o voteremo alle prossime elezioni anche se volessimo tenerlo riservato».

Concretamente che consigli vengono offerti nella Dichiarazione di Padova?

«Non si tratta di fornire consigli contingenti ma di fare pressione morale su agenzie formative, istituzioni, organizzazioni, aziende e religioni perché alla preoccupazione sulla sicurezza, accessibilità e portabilità dei dati si affianchi quella di formazione ad una coscienza in grado di valutare il proprio comportamento anche in rapporto all’uso degli schermi digitali e nella nostra dimensione onlife. Ad oggi non ci risultano percorsi di formazione che se ne occupino esplicitamente e con continuità. La Chiesa, in questo percorso, potrebbe fare da apripista nella speranza che anche altri se ne facciano carico».

Don Sanavio ha consegnato la Dichiarazione di Padova nelle mani di papa Francesco in occasione dell’udienza generale del 9 maggio scorso ricevendo da lui l’invito a proseguire nella sua opera di stimolo ad una presa di coscienza rispetto ad un’etica del digitale.

PADOVA : PRIVACY GDPR ED ETICA DEL DIGITALE

Articolo di Redazione Padova

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