Roshe Run Outlet, Nike Air Max 90 Outlet, Air Jordan Outlet
Home / Notizie / Cronaca / PADOVA : sette arresti di appartenenti al clan camorristico dei Casalesi.

PADOVA : sette arresti di appartenenti al clan camorristico dei Casalesi.

La Direzione Investigativa Antimafia di Trieste, con l’ausilio della DIA di Napoli, di Milano, di Padova e di Bologna e della Guardia di Finanza del capoluogo giuliano, sta eseguendo 7 ordinanze di custodia cautelare in carcere, disposte dal GIP del Tribunale di Trieste, nei confronti di soggetti accusati di estorsione aggravata dal metodo mafioso, per avere costretto professionisti e imprenditori italiani e stranieri, attraverso minacce e intimidazioni, a rinunciare a ingenti crediti, per favorire gli interessi del clan camorristico dei Casalesi. Sono in corso, altresì, numerose perquisizioni domiciliari tra  Napoli, Milano, Modena, Padova, Treviso, Udine, Portogruaro e Trieste. L’attività operativa vede l’impiego di oltre 100 unità con l’utilizzo di sofisticati strumenti di ricerca e localizzazione. Mostravano ai creditori foto dei loro familiari inducendoli a rinunciare al dovuto e a cedere beni mobili e immobili a società di un presunto intermediario finanziario, che a sua volta girava tutto all’organizzazione criminale. L’accusa è di aver partecipato, a vario titolo, a estorsioni commesse in Croazia e pianificate in Italia, aggravate dal metodo mafioso e dalla transnazionalità del reato e finalizzate a favorire gli interessi dei Casalesi. Si tratta di un’operazione «inedita» per la città, perché come sottolineato dal procuratore, Carlo Mastelloni, «non è mai accaduto» sul territorio che venissero arrestate nella stessa operazione sette persone con l’aggravante del metodo mafioso.

«Piano piano abbiamo una mappatura di carattere generale che ci può consentire di non parlare neanche più di infiltrazioni ma di insediamenti insidiosi» di criminalità organizzata, ha sottolineato. Sono complessivamente 13 le persone indagate; l’operazione – condotta dalla Dia di Trieste e altri centri provinciali e dal Nucleo di polizia economica finanziaria – è collegata a un altro filone di indagini che lo scorso settembre ha coinvolto il  presunto intermediario finanziario di Portogruaro Fabio Gaiatto coinvolto in una maxi truffa ai danni di oltre 3 mila risparmiatori attraverso la quale erano stati raccolti abusivamente oltre 72 milioni di euro. Dalle indagini, avviate nei primi mesi dell’anno, è emerso che il presunto intermediario avrebbe allestito un complesso sistema per investire illecitamente i capitali utilizzando diverse società con sede in Croazia, Slovenia, Gran Bretagna e avrebbe investito circa 12 milioni di euro, appartenenti a consorterie criminali riconducibili al clan dei casalesi. Ma l’acuirsi del dissesto finanziario e le esigenze del clan di rientrare delle somme impegnate avrebbero determinato la messa in atto di condotte estorsive.

Oltre a Gaiatto, già in carcere, in manette sono finiti Francesco SalvatorePaolo Iozzino, 56 anni, campano residente a Resana (Treviso), GennaroCelentano e Mario Curtiello, di 34 e 36 anni, entrambi napoletani, già in carcere; Valter Borriello, 42 anni di Torre del Greco, Luciano Cardone, 37enne di Torre del Greco, domiciliato a Soliera (Modena) e Domenico Esposito, 45 anni, residente a Sant’Antimo (Napoli).

Decine sono le perquisizioni in corso nei confronti di altri soggetti, indagati a vario titolo, tra cui diversi personaggi che hanno aiutato Gaiatto.

«L’odierna operazione contro il clan dei Casalesi che hanno messo in campo estorsioni contro imprese e professionisti a Trieste dimostra quanto sia forte ancora il clan casertano e dall’altra parte quanto sia profonda la penetrazione al nord. L’operazione condotta dalla Procura di Trieste è però assolutamente incoraggiante perché ogni giorno vengono eseguiti arresti e smantellati clan, in tutta Italia. L’attenzione è altissima e non c’è nessuna zona franca in questo Paese per le mafie. Doveroso il plauso alla magistratura e alle forze dell’ordine che devono sentire vicino tutta la politica in questa battaglia quotidiana per la legalità». Lo affermano Nicola Morra presidente della commissione Antimafia e Stefano Patuanelli presidente del gruppo M5s Senato.

 

Articolo di Redazione Padova

Leggi anche...

Vicenza : LA PROCURA CHIUDE LE INDAGINI PRELIMINARI DELL’INCHIESTA SULL’INQUINAMENTO DA PFAS MITENI

La Procura di Vicenza ha chiuso le indagini preliminari del primo filone di inchiesta sull’inquinamento ...

Rispondi