Roshe Run Outlet, Nike Air Max 90 Outlet, Air Jordan Outlet
Home / Notizie / Cronaca / PER IL CTU FRANCESCA MINARDI E’ MORTA PER SOFFOCAMENTO DA PASTO
FRANCESCA MAINARDI
FRANCESCA MAINARDI

PER IL CTU FRANCESCA MINARDI E’ MORTA PER SOFFOCAMENTO DA PASTO

E’ confermato, Francesca Minardi è morta soffocata da un pezzo di spezzatino che gli ha ostruito le vie aeree. L’infermiera che ne aveva la responsabilità non doveva affidare la somministrazione di quel pasto a personale volontario. Sono le conclusioni a cui è giunto il dott. Antonello Cirnelli, il medico legale nominato dalla Procura di Venezia per chiarire le cause del decesso della settantunenne residente a San Donà di Piave e per accertare eventuali profili di responsabilità in capo ai sanitari che l’avevano in cura.

L’assurda tragedia, avvenuta il 9 maggio 2017 all’ospedale diSan Donà, aveva destato profondo e generale sconcerto. La donna, originaria di Pachino, nel Siracusano, ma trapiantata da qualche mese nella città del Piave, presentava un quadro clinico complesso e, in particolare, soffriva di diabete e di gravi insufficienze renale e del distretto arterioso degli arti inferiori. L’8 maggio, a fronte dell’aggravarsi delle sue condizioni, i medici l’hanno pertanto sottoposta a un‘operazione programmata di tromboarteriectomia femorale per intervenire sulla sua severa arteriopatia periferica. Un intervento durato svariate ore ma riuscito: la paziente era uscita dalla sala operatoria sveglia, tranquilla e scherzava anche con i familiari che erano al suo capezzale.

Il giorno seguente, tuttavia, si è consumato il dramma nel reparto di Medicina,dov’era ricoverata. Poco prima delle 13 il figlio della signora, che solo un paio di ore prima era stato rassicurato per telefono dai sanitari sullo stato di salute della mamma, ha ricevuto una prima chiamata da parte di un’infermiera e una seconda dal primario, i quali lo hanno avvertito che la madre si era soffocata con il cibo che stava mangiando, che era grave e che era stata trasportata d’urgenza in Rianimazione. Neanche il tempo di correre all’ospedale: alle 14.20 è stato dichiarato il decesso.

La famiglia della vittima fin da subito non riusciva a capacitarsi di come potesse essere successa una cosa simile in un luogo protetto per eccellenza qual è un ospedale e, tra le altre cose, voleva capire perché fossero state servite alla signora pietanze tutt’altro che leggere fin dalla cena del giorno precedente, a poche ore dell’intervento: pasta e carne. E a chi spettasse di stabilire la dieta dei pazienti. I familiari, peraltro, avevano espressamente chiesto ai sanitari, ricevendo risposta affermativa, se la loro cara potesse mangiare del cibo così sostanzioso.

Per fare piena luce sui fatti e per ottenere giustizia, attraverso il consulente personale Riccardo Vizzi,il marito e i figli della vittimasi sono quindi affidati a Studio 3A, società specializzata a livello nazionale nella valutazione delle responsabilità in ogni tipologia di sinistro, a tutela dei diritti dei cittadini. E come primo atto, da prassi, è stato presentato un esposto. Il Pubblico Ministero della Procura veneziana, Rosa Gaetana Liistro, ha così aperto un procedimento per omicidio colposo iscrivendo nel registro degli indagati sette tra medici e infermieri tutti quelli presenti in reparto al momento della tragedia o intervenuti in seconda battuta per tentare di salvare la signora Minardi – e disponendo l’esame autoptico sulla salma.

Il consulente tecnico incaricato, il dott. Cirnelli, nella sua perizia recentemente depositata, ha dato le prime, importanti risposte che si aspettavano i familiari della vittima. 

Il Ctu, infatti, ribadisce più volte come siano stati estratti dalle vie aree “pezzi di carne masticata”, evidenza che smentisce le dichiarazioni rese dalla volontaria dell’A.V.O. (Associazione Volontari Ospedalieri)a cui era stata affidata la somministrazione del pranzo, la quale, non si capisce perché, non ha mai citato la presenza della carne sostenendo di aver servito alla vittima solo pezzettini di pennette, che ha mangiato, e dei broccoletti schiacciati con un po’ di sugo di spezzatino, che, a suo dire, non avrebbe neppure consumato, non gradendoli.

Ma l’aspetto più discutibile della vicenda, secondo il dott. Cirnelli, è proprio l’impiego di un operatore non professionale per “quel” pranzo

Di più, è stata la stessa E. C., 37 anni, una dei sette indagati, infermiera in servizio quel mattino presso l’Unità Operativa di Medicina nonché responsabile del settore dov’era ricoverata la paziente, a dichiarare di averla trovata alle 8 “assopita ma risvegliabile allo stimolo verbale”, al punto di decidere di “non fargli fare la colazione e non somministrargli la terapia orale”. E comunque “la successiva reazione agli stimoli verbali non rappresentava una garanzia sufficiente sull’adeguata funzionalità della sua deglutizione, che andava in ogni caso accertata” asserisce Cirnelli, ribadendo come la Minardi all’ora di pranzo fosse “in stato soporoso e non autonoma”.

Secondo il medico legale, dunque, “sussistono estremi di colpa per imprudenza e negligenza a carico dell’infermiera E. C. per aver affidato il pranzo di una paziente soporosa come la Minardi ad una volontaria, non preparata per l’esecuzione di simili manovre e per il riconoscimento precoce dei sintomi di asfissia da intasamento delle vie aeree”.

Ora spetterà al Sostituto Procuratore valutare se tali conclusioni configurino profili di responsabilità penale in capo agli indagati e se richiedano ulteriori indagini. Fermo restando che, con queste premesse, sul piano civile l’ospedale e l’Azienda Sanitaria dovranno in qualche modo rispondere di questa morte così assurda ed evitabile.

PER IL CTU FRANCESCA MINARDI E' MORTA PER SOFFOCAMENTO DA PASTO

Articolo di Redazione Padova

Leggi anche...

VENEZIA : ZAIA INCONTRA I RAPPRESENTANTI DELLE ASSOCIAZIONI DEI TRUFFATI DELLE EX POPOLARI DEL VENETO

Il governatore del veneto Luca Zaia ha incontrato oggi a Palazzo Balbi i rappresentanti delle ...

Rispondi