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Pesca illegale, sequestrati 30 chili tra orate e branzini e 500 metri di rete

Nella notte tra il 6 ed il 7 giugno il personale militare della Guardia Costiera di Monfalcone ha sorpreso un peschereccio intento alla pesca illegale nelle acque portuali di Monfalcone.

L’unità da pesca, iscritta nelle matricole di Trieste è stata intercettata mentre salpava le reti da posta nel porto di Monfalcone, all’interno del bacino di Panzano. Le operazioni si sono concluse alle prime luci dell’alba con il sequestro di circa 500 metri di rete e 30 chili di prodotto ittico (orate, branzini, salpe e cefali) che, a seguito di controllo da parte del personale del Servizio Veterinario dell’Azienda per l’Assistenza Sanitaria n. 2 Bassa Friulana-Isontina, è stato ritenuto idoneo al consumo umano e successivamente devoluto in beneficienza alla mensa dei poveri gestita dalla Caritas di Gorizia.

La Capitaneria di porto di Monfalcone, dall’inizio dell’anno ha elevato 20 verbali amministrativi nell’ambito dei controlli sulla filiera della pesca e posto sotto sequestro amministrativo oltre 200 chilogrammi di pescato.

Inoltre il posizionamento di reti all’interno dei porti rappresenta un’attività estremamente pericolosa in termini di sicurezza della navigazione portuale, sia per le manovre di evoluzione del traffico mercantile che per il diporto nautico in ingresso e uscita dal porto.