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PORDENONE – LE COOPERATIVE A TEATRO PORDENONE ALZA IL SIPARIO SUL LAVORO

Il “caso” Ceramiche Ideal Scala, la cooperativa di lavoratori sorta a luglio per proseguire l’attività nello stabilimento ideal Standard che produce sanitari a Orcenico Superiore in provincia di Pordenone (Friuli Venezia Giulia), valica i confini della cronaca economica per approdare a teatro. Per la sua diciottesima edizione il festival L’Arlecchino Errante di Pordenone ha deciso di concentrarsi sulla tematica del lavoro, o meglio dell’emergenza lavoro, collaborando con Confcooperative Pordenone e alcune delle cooperative a essa associata per una giornata di approfondimento il 13 settembre, tra interventi di esperti di economia sociale, testimonianze di lavoratori e spettacoli. Il “ponte” tra teatro e cooperazione è rappresentato dalle fraternal compagnie della Commedia dell’Arte, che avevano nel 1400-1500 statuti con prodromi di cooperativismo tra tutti gli attori membri.

“La proposta de L’Arlecchino Errante – spiega il presidente di Confcooperative Pordenone Virgilio Maiorano – ci ha trovato subito pronti ad aderire, visto che si tratta di un momento di incontro tra due mondi, quello dell’economia e dell’arte, che viviamo ogni giorno nelle nostre realtà cooperative che si occupano di cultura e interventi sociali. Quanto realizzato per la Ceramica Ideal Scala, con il supporto attivo dei nostri uffici agli operai-cooperatori, ci ha confermato che la strada scelta è quella giusta per dare una speranza al territorio attraverso lo strumento della cooperazione, la quale sarà la grande protagonista della giornata del 13 settembre”.

“In questo simposio  o “convivio” – aggiunge Ferruccio Merisi direttore artistico del festival L’Arlecchino Errante – le grandi cooperative sociali del territorio forniranno testimonianze di prospettiva, ovvero i loro pensieri più attuali sulle nuove strategie di lavoro e di mercato. L’intervista “a cuore aperto” ad alcune cooperative friulane, nate dall’acquisto della fabbrica in crisi da parte dei lavoratori o da altri percorsi di “resistenza economica”, riguarderà sostanzialmente il vissuto dei lavoratori nell’occasione della loro scelta di diventare imprenditori in proprio. La vicenda dell’Ideal Scala ci ha molto colpiti: avevo già realizzato un primo spettacolo teatrale sulla storia delle cooperative nel 1995, intitolato “La Stoffa di Fortunato” prodotto dal Centro Studi Cooperativi di Roma e dalla “nostra” Cooperativa CLAPS, e adesso mi piacerebbe dedicare alle emergenze attuali, incluse quella della nuova cooperativa di lavoratori, la seconda parte di quel lavoro”.

L’appuntamento è per il 13 settembre alla Casa dello Studente – Centro culturale Zanussi di Pordenone per “Soldi solidali – voci e idee delle Cooperative”.

Ad aprire la giornata, dalle 9.30, la lectio magistralis di Carlo Borzaga, professore associato in Politica Economica dal 1986 e professore ordinario di Politica Economica dal 2001 alla Facoltà di Economia dell’Università di Trento. Attualmente è Presidente di Euricse – European Research Institute on Cooperative and Social Enterprises. Fondatore, coordinatore, direttore scientifico e consigliere di molte realtà di studi e promozione dell’Impresa sociale, illustrerà il tema “Crisi, economia sociale e cooperazione”.

Nell’arco della mattinata poi, gli interventi delle cooperative sociali Itaca, Futura, Noncello, Fai, Acli, che narreranno il loro lavoro quotidiano nel terzo settore. In programma poi l’intervista curata dalla giornalista Elena Del Giudice ai lavoratori delle cooperative Karpòs, Aussametal e Ideal Scala, che formandosi hanno dato futuro concreto alla crisi di realtà produttive esistenti. Saranno anche ricordate due figure storiche della cooperazione pordenonese, alle quali è stato dedicato un momento speciale: si tratta di don Giuseppe Lozer ed Emilio Toffolo, che verranno rispettivamente ricordati da Vannes Chiandotto e da Roberto Sgavetta con Martina Toffolo, figlia di Emilio.

Dopo il dibattito con buffet, ci si trasferisce a San Vito al Tagliamento nell’auditorium civico, dove alle 17 va in scena “Vado a vivere da me”, commedia in cinque atti sul tema della autoomia della Compagnia Teatrale “Handy Days – Cooperativa Sociale Futura”, composta anche da attori disabili.

In serata la grande giornata cooperativa de L’Arlecchino Errante si concluderà al convento di San Francesco di Pordenone alle 21, con “Lavoravo all’Omsa”, spettacolo di teatro sociale sulle oltre 300 donne che a Faenza hanno perso il proprio lavoro con la chiusura della famosa fabbrica di calze, portato in scena dalla Compagnia Teatro Due Mondi. Un vero e proprio esempio di teatro sociale e di denuncia, che potrebbe rinnovarsi prossimamente con un’opera simile anche in provincia di Pordenone, dato l’interesse citato con cui da L’Arlecchino Errante – Scuola sperimentale dell’Attore di Pordenone si stanno avvicinando a quanto accaduto e accade con le chiusure delle fabbriche e con i successivi impulsi cooperativi.

 

Articolo di Redazione Venezia

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