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PORDENONE – I versi di Edgar Lee Masters interpretati da dieci artisti

A cent’anni dalla prima pubblicazione e a 70 dalla pubblicazione dell’edizione italiana del 1943, curata da Fernanda Pivano e Cesare Pavese, L’Antologia di Spoon River di Edgar Lee Masters rimane nel nostro immaginario come uno dei capolavori più convincenti e più popolari della letteratura americana contemporanea. Segno anche d’una Italia pronta ad affrontare l’imminente dopoguerra. In Spoon River si leggono le passioni e i drammi di tutti, dentro una quotidianità tragica ma semplice: amore, morte, distacco, desiderio, vizio. In occasione di questo doppio anniversario il Comune di Pordenone celebra Spoon River con una mostra di largo respiro a cura di Marco Fazzini nella SalaEsposizioni della Biblioteca Civica dal 5 settembre al 31 ottobre, con inaugurazione venerdì 5 settembre alle 18, che coinvolge 10 artisti italiani contemporanei, dove la poesia dei versi è abbinata alla poesia del fare artistico. Dopo le prime uscite su di un giornale di St. Louis (sotto lo pseudonimo di Webster Ford), la prima raccolta in forma di libro apparve nel 1915, preludio d’una più ampia silloge nota col titolo di Spoon River (divenuta nel 1924 New Spoon River). Il successo internazionale del libro  è legato anche all’apparente leggerezza e alla godibilità di un’idea vincente, e di una stesura dallo stile divulgativo e confessionale. A causa del suo messaggio sovversivo in Italia, il libro fu oggetto di censura da parte del regime fascista, ma questo non impedì il suo grandissimo successo. Gli artisti in mostra – Paolo Annibali, Agostino Arrivabene, Aurelio Bulzatti, Stefano Di Stasio, Franco Dugo, Nicola Lazzari, Giuseppe Modica, Nicola Nannini, Roberto Rampinelli, Fulvio Rinaldi – hanno già lavorato con la poesia in passato e hanno realizzato le loro opere ispirandosi ai componimenti di Edgar Lee Masters, creando inediti dialoghi tra immagini e parole. Quelle parole poetiche che Lee Masters amò al punto da abbandonare la professione di avvocato fino a morire nel 1950 in un istituto per convalescenti ormai ridotto sul lastrico. Oggi, a distanza d’un secolo, ci rimane una sorta di bellezza intoccabile, apparentemente innocua, la forza di ciò che ancora in privato nessuno ci può spiare, sottrarre, contaminare: la lettura di quella poesia e di quella vita spesa a difesa della sua causa. E viene spontaneo ripetere i versi che l’autore Edgar Lee Masters mette in bocca alla signora George Reece, “Io vorrei dire a questa generazione: imparate a memoria qualche verso di verità o di bellezza. Potrebbe servirvi nella vita”. La mostra, realizzata dal Comune di Pordenone in collaborazione con il centro culturale Le Muse, si arricchisce dell’esposizione di alcune storiche edizioni Einaudi e di un programma di eventi collaterali: Le memorie, letture dall’Antologia  di Spoon River, giovedì 11 settembre in collaborazione con L’Arlecchino Errante; Nel centenario di Spoon River, la fortuna in Italia, sabato 20 settembre, conferenza in collaborazione con Pordenonelegge; Non al denaro, non all’amore né al cielo, venerdì 26 settembre, concerto in collaborazione con Emfaber Band.

Articolo di Redazione Venezia

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