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PORTOGRUARO – Settimana corta a scuola: il Liceo XXV Aprile boccia la proposta della Provincia

Il 79% degli studenti e l’80 % dei genitori del LICEO GINNASIO STATALE CON SEZIONE SCIENTIFICA “XXV APRILE” di Portogruaro ha bocciato la proposta della Provincia di Venezia di articolazione dell’insegnamento scolastico in tutti gli Istituti di Istruzione Secondaria di Secondo Grado della Provincia, già a partire dal prossimo a.s. 2014/2015, su 5 giorni settimanali anziché su 6, con conseguente rimodulazione degli orari scolastici e dei servzi di trasporto pubblico ad essi collegati.

È il risultato di un sondaggio proposto ai 934 alunni della scuola e alle famiglie degli studenti da parte dei rappresentanti dei genitori in seno al Consiglio di Istituto.

L’iniziativa era stata lanciata martedì scorso mediante un’informativa rivolta a studenti e genitori nella quale sono state evidenziate le criticità di un progetto che la Provincia di Venezia ha proposto nell’intento di conseguire risparmi di spesa (per la Provincia) nel trasporto, nel riscaldamento, nell’energia elettrica, nell’acqua, prevedendo che le lezioni si dovrebbero svolgere dal lunedì al venerdì dalle 8,00 alle 14,00, con un rientro pomeridiano dalle 14,30 alle 16,30.

Nell’informativa i rappresentanti dei genitori avevano espresso la propria ferma contrarietà alla proposta.

Nella nota consegnata alle famiglie, veniva evidenziato come la proposta fosse ispirata da finalità esclusivamente economico-finanziarie (asseriti risparmi di spesa per l’Ente Provincia) e non da finalità di miglioramento educativo e formativo dei nostri figli e dalla considerazione della Scuola esclusivamente come un costo da ridurre e non come un investimento per il futuro dei propri figli e della nostra società, conseguendone la penalizzazione dei ritmi di apprendimento degli studenti, la riduzione del tempo dedicato allo studio pomeridiano, la limitazione delle possibilità di ampliamento dell’offerta formativa extracurricolare delle Scuole (attività di approfondimento, sostegno e recupero) e della partecipazione alle attività extrascolastiche pomeridiane (sport, musica, volontariato, ecc.), importanti per la crescita personale dei ragazzi.

Oggetto di precisa critica erano anche gli aspetti legati al conseguente rientro alle proprie abitazioni, per molti studenti, solo nel tardo pomeriggio, se non addirittura in ore serali (in concomitanza con il rientro pomeridiano), alla mancata consultazione dei diretti interessati (famiglie, studenti, docenti, personale ATA, ecc.), infine alla mancanza di idonee strutture a supporto dell’attività scolastica (mense, palestre, spazi di condivisione comune, ecc.).

Al sondaggio, durato solo due giorni, hanno risposto in massa studenti e genitori del Liceo XXV Aprile: quasi il 78% degli alunni, ben il 76 % dei genitori.

Un risultato sorprendente, considerando anche che in questo periodo studenti e genitori sono impegnati in molteplici attività scolastiche ed extrascolastiche.

Sono stati 569 (il 79% circa dei votanti) gli studenti che si sono espressi per il mantenimento dell’attuale orario scolastico su 6 giorni. I sì dei genitori sono stati 1147 (oltre l’80% dei votanti).

Studenti e genitori —ha commentato il Presidente del Consiglio di Istituto, Renzo Gaiatto— sono stati chiamati ad esprimere democraticamente una scelta informata e consapevole. Come genitori abbiamo ritenuto indispensabile far sì che ogni decisione, quale che fosse, venisse adottata da chi di competenza conoscendo l’opinione dei diretti interessati dalla proposta della Provincia, dagli studenti e dai genitori, su coloro sui quali per primi ricade ogni scelta in materia. Non ci aspettavamo tante adesioni al sondaggio: è la prova che, se informati, studenti e genitori vogliono essere protagonisti del presente e del futuro della nostra scuola”.

Con questa nostra iniziativa —spiega il Vice Presidente del Consiglio di Istituto Gianluca Liut— abbiamo interessato, tra studenti e genitori, oltre 2800 persone. Abbiamo dimostrato che il nostro no alla proposta della Provincia non è ideologizzato né di trincea —come qualcuno ha insensatamente sostenuto— ma si basa su scelte democratiche e condivise, i cui esiti sono evidenti per tutti. Non è vero —come abbiamo letto in questi giorni— che la proposta di ridurre i giorni di scuola a 5 sia stata avanzata dalla Provincia per andare incontro alle richieste di scuole e famiglie: basti pensare che al sondaggio hanno voluto partecipare anche 20 studenti (e i rispettivi genitori) che frequenteranno le prime classi del Liceo il prossimo settembre, ma che hanno voluto comunque far sentire la propria voce a favore del mantenimento dell’attuale orario scolastico”.

Articolo di Redazione Venezia

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