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PORTOGRUARO – TECNOLOGIA IN REPARTO PER L’ ARITMIA

In questi giorni nella cardiologia di Portogruaro il gruppo di elettrofisiologia interventistica guidato dal dottor René Nangah Suh e coadiuvato dagli infermieri Loreta Fava, Franca Tamai e Katia Brunzin, ha effettuato con successo una procedura di ablazione transcatetere con l’utilizzo dell’innovativa tecnologia “micro fidelity”.

La cardiologia di Portogruaro che da sempre si contraddistingue per la cura delle aritmie cardiache, con tale nuova tecnica (tra le prime in Italia) effettua dunque un ulteriore salto di qualità nell’erogazione delle cure.

I pazienti che possono beneficare di questa pratica sono coloro che soffrono di palpitazioni (sensazione di cuore accelerato) dovuta alla presenza di circuiti elettrici anomali nel cuore.

L’ablazione transcatetere è una procedura mini-invasiva eseguita generalmente in anestesia locale. Durante la procedura, uno o più cateteri (sonde) del diametro di circa 2 millimetri vengono introdotti nel cuore attraverso le vene delle gambe o del collo. Tali cateteri registrano l’attività elettrica del cuore e le informazioni da essi acquisite vengono utilizzate dal medico per individuare le zone di tessuto responsabili dell’aritmia.

In queste zone, attraverso la punta di altri speciali cateteri, detti ablatori, forniti di elettrodi dai 3,5 ai 10 millimetri, viene trasmessa un’energia a radiofrequenza simile a quella usata per il bisturi elettrico, la quale è in grado di rendere inerti le cellule che sostengono l’aritmia, ripristinando il regolare ritmo cardiaco.

La nuova tecnologia “micro fidelity”, mediante i mini-elettrodi integrati nella punta del catetere ablatore, fornisce la visualizzazione dei segnali cardiaci ad alta risoluzione che consente al medico di identificare in modo preciso il tessuto obiettivo dell’ablazione e di controllare l’erogazione dalla radiofrequenza. Tutto ciò si traduce in maggior successo e minor durata della procedura.

“Tassello dopo tassello stiamo aumentando la qualità delle cure erogate – commenta il direttore generale Carlo Bramezza – . Merito delle nuove strumentazioni acquisite ma merito in particolare del personale capace e preparato di cui dispone questa Azienda. I miei complimenti al direttore della cardiologia, il dottor Francesco Di Pede, e a tutto lo staff che ha eseguito l’intervento”.

Il paziente in questione soffriva da anni di palpitazioni che non rispondevano adeguatamente al trattamento farmacologico e forte compromissione della  qualità di vita; adesso con un intervento in anestesia locale durato circa 1 ora e mezza, praticamente senza rischi sostanziali, non ha più bisogno di alcun farmaco e può tornare ad una vita normale compresa l’attività sportiva.

Articolo di Redazione Venezia

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