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Portogruaro: SULLA TORRE CIVICA CAMPANARIA MANCANZA DI CONFRONTO E SUPERFICIALITÀ

Amministrare si sa è cosa complessa che richiede capacità di ascolto e di lettura, l’applicazione di competenze e la salvaguardia del principio della continuità che implica la valutazione ed il rispetto del lavoro intrapreso da amministratori e tecnici che si sono succeduti nel tempo.

Amministrare significa evitare la rivalsa personale o politica, il pre-concetto e la voglia di “tornare indietro” a tutti i costi, mettendo in discussione percorsi già intrapresi e consolidati sul piano delle relazioni istituzionali e dei contenuti tecnici.

Purtroppo quello che abbiamo constatato in tutto questo periodo amministrativo, guidato dalla Giunta Senatore, in particolare sul tormentone della Torre Civica Campanaria, è frutto di uno stile amministrativo che su temi particolarmente impegnativi non ha favorito la concertazione, l’approfondimento, il dibattito ed il principio della continuità amministrativa. La Giunta Senatore ha preferito decidere in perfetta solitudine!

Lo abbiamo detto e scritto fin dall’inizio; sulla Torre Civica campanaria a partire dal controverso tema della proprietà durante la precedente amministrazione, si era sviluppato un dialogo con la parrocchia e con la diocesi che aveva portato ad un accordo convenzionale che prendeva atto dello stato di fatto e che determinava reciproci competenze ed impegni per addivenire alla messa in sicurezza della Torre.
Tale convenzione si fondava sulla valutazione approfondita di provvedimenti e di azioni che a riguardo si sono succeduti nel tempo e tra questi :
gli interventi manutentivi, di restauro e consolidamento della torre civica campanaria effettuati dal Comune; la corrispondenza intercorsa con la Sovrintendenza per i Beni Architettonici e Paesaggistici e con l’allora Ministero dei Beni Culturali, alle attività culturali e del turismo; i contributi e finanziamenti delle opere di restauro e consolidamento; l’applicazione del vincolo di cui alla legge 1 giugno 1939, n.1089, tutela delle cose d’interesse artistico e storico; la classificazione della torre civica campanaria come bene di interesse storico monumentale; l’iscrizione del bene alla Conservatoria dei registri immobiliari di Venezia.

Si è voluto invece forzare le cose. In forza di un approfondimento storico che non ha aggiunto nulla a quanto già noto si è inteso disconoscere la convenzione stipulata nel 2011 fra Comune e Parrocchie e si è proceduto con le due ordinanze del 29.8.2016 a firma del Sindaco con destinatari Parrocchia e Curia che di fatto volevano sancire ed attestare unilateralmente ed inconfutabilmente la proprietà della Torre in capo alla Parrocchia ed alla Curia. Con tali ordinanze è stato intimato alla Curia l’ordine di attivare entro i 15 giorni successivi le indagini soniche tomografiche sulle murature della Torre e l’attività di monitoraggio della situazione statica. In caso contrario il Comune si sarebbe sostituito alla Curia addebitando ad essa le spese.

Ora a distanza di meno di un mese, si cambiano le carte in tavola. Con una nuova ordinanza, la n. 69 del 21 settembre 2016, molto scarna, da cui non si coglie la motivazione, il termine intimato al “proprietario “ della Torre per adempiere alle due ordinanze succitate viene differito sino a nuova disposizione e le stesse ordinanze per ora restano prive di effetto.

Il nuovo provvedimento è conseguente ad una lettera formale con la quale la Curia ha ritenuto errato il presupposto che la Torre appartenga alla Parrocchia Sant’Andrea Apostolo, ha inoltre eccepito sulle ordinanze del Sindaco e ne ha chiesto l’annullamento per autotutela. Ecco perchè il Sindaco ha dovuto fare un passo indietro.

Con la nuova ordinanza dunque il Sindaco “ordina “ ai dirigenti del Comune di assumere gli atti e conferire gli incarichi gestionali connessi ( quali?). In ordinanza non vengono indicati. Si presume quelli delle indagini e del monitoraggio). Insomma il Sindaco si chiama “fuori” dal procedimento finora seguito, possiamo dire, forse un po’ incautamente, in prima persona ed in modo un po’ affrettat

NON era il caso di avviare diatribe di carattere giuridico-patrimoniale tra Curia e Comune, diatribe che rischiano di essere lunghe e forse non facilmente risolvibili.
Era ed è ancora necessario avere la consapevolezza che per preservare e ristrutturare un bene così importante per la collettività, bisogna ricercare strumenti di accordo e non di scontro.

Il Sindaco Senatore non ha voluto ascoltare le parole di buon senso, le proposte ragionevoli, non ha voluto un confronto allargato su tale materia. Ha preferito una prova di forza.
Ora torna indietro e notifica la nuova ordinanza ai dirigenti comunali.

Il gruppo consiliare “Centro sinistra più avanti insieme” rinnova la richiesta di esaminare la delicata ed importante questione in Commissione ed in Consiglio Comunale e chiede alla Sindaco di attivare un tavolo di lavoro e di confronto allargato, con la Curia, Sovrintendenza, i Capigruppo consiliari ed i Parlamentari locali. Un tavolo per ricercare soluzioni concrete ed immediate all’unico e vero problema, non già quello della proprietà della Torre, ma come riuscire a metterla in sicurezza in tempi brevi ed a salvaguardarla e preservarla come bene storico culturale.

Gruppo Consiliare
Centrosinistra Più Avanti Insieme

 

Articolo di Roberto Mattiussi

Passione per il giornalismo, Webmaster, esperto Seo & On Line Marketing. Precedentemente anche Dj, Tecnico-Informatico , Regista in diverse Radio. Laurea nel 2004. Tutte le sere conduce il Telegiornale del FVG su Cafè24. Orari Tg: 19:20, 21:00, 00:05, 07:20. Tutte le mattine in onda su Radio Fantasy con la rassegna stampa alle 06:00, 06:30, 07:00, 07:30, 08:30.

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