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Premio storico – letterario “Emilio e Janja conti Auersperg”, 29 novembre al Castello di Spessa a Capriva del Friuli

Si svolgerà il prossimo 29 novembre al Castello di Spessa a Capriva del Friuli (GO) la consegna ufficiale del Premio storico – letterarioEmilio e Janja conti Auersperg“, giunto quest’anno alla seconda edizione. L’appuntamento è nato lo scorso anno per onorare la memoria della contessa Janja Auersperg, mancata due anni fa: su sua precisa volontà, è stato istituito un premio intitolato a lei e al marito conte Emilio.
Per disposizione testamentarie il premio viene assegnato annualmente all’autore di una pubblicazione meritevole inerente “la scienza o la storiografia o la letteratura slovena o del Friuli Venezia Giulia”, con l’intento di valorizzare la cultura di quella parte della Mitteleuropa di cui entrambi i conti Auersperg erano originari.
Emilio Auersperg, della nobile famiglia dei Conti di Turjak, Conte del Sacro Romano Impero, nacque nel 1916 a Lubiana dove trascorse la sua giovinezza e completò i suoi studi, laureandosi in giurisprudenza. Durante l’occupazione tedesca della città, nel ’44, fu arrestato e torturato dalla Gestapo e poi liberato grazie all’influenza della figura paterna.
La consorte Janja Novak era nata nel ’22 a Maribor da una famiglia importante; nel ’36 si trasferì a Lubiana dove proseguì gli studi al liceo scientifico sotto la guida di illustri docenti quali il celeberrimo filologo classico Anton Sovrè. Dopo la maturità, Janja Novak, si iscrisse alla facoltà di Lettere di Lubiana, ma a causa dell’occupazione italiana, nell’autunno del ’41 fu costretta a trasferirsi a Milano dove frequentò la Facoltà di Lettere all’Università Statale. Rimase a Milano fino alla laurea conseguita il 2 giugno del ’44, rientrò a Lubiana per il suo matrimonio con il conte Emilio all’inizio del ’45, ma ben presto i due sposi lasciarono Lubiana, troppo pericolosa per loro, e si trasferirono prima a Trieste e poi a Milano.
E a Milano, appunto, nell’estate del’46, appresero che il nuovo regime jugoslavo aveva statalizzato tutti i possedimenti degli Auersperg. I genitori del conte Emilio furono costretti all’esilio e, in seguito a vicende travagliate e dopo essere scampati a gravi pericoli, si stabilirono a Cormòns dove furono raggiunti dal figlio e dalla nuora che si dedicarono da subito all’insegnamento, prima nelle scuole medie  e poi ai licei classico e scientifico con lingua d’insegnamento slovena “France Prešeren“ a Trieste. Nel 2003 venne a mancare il conte Emilio nel dicembre 2013, quasi improvvisamente, anche la contessa Janja.
Assolve al compito testamentario della contessa Auersperg la curatrice del Premio Patrizia Cutrupi, fermamente convinta che non debbano essere dimenticate due persone di eccezionale spessore umano e culturale.
La vincitrice dell’edizione 2015 del Premio storico-letterario a loro dedicato è la scrittrice e saggista Tatjana Rojc per la monografia pubblicata in Italia da Bompiani “Boris Pahor. Così ho vissuto. Biografia di un secolo”. Studiosa di lettere slovene e letterature comparate, Tatjana Rojc si è dedicata ad autori come Srečko Kosovel, France Balantič, Alojz Rebula, Miroslav Košuta e Boris Pahor, che la considera l’interprete più approfondita della sua opera. Nel 2013, in occasione del centenario di Boris Pahor, l’editore sloveno Cankarjeva založba – Mladinska knjiga di Lubiana ha voluto affidare a Tatjana Rojc la stesura della monografia che l’autrice ha intitolato “Tako sem živel. Stoletje Borisa Pahorja“. L’eccellenza della monografia di Tatjana Rojc è data anche dall’approccio innovativo della sua struttura che si configura come un racconto a più voci in quanto alterna, oltre al testo dell’Autrice, le parole del protagonista in prima persona, la scelta di pagine letterarie e critiche, e, inoltre, un ricchissimo apparato fotografico, proveniente da archivi pubblici e privati di Trieste e Lubiana. La monografia esce, in parte riveduta dall’autrice, nel dicembre dello stesso anno anche in lingua italiana per l’editore Bompiani di Milano con il titolo “Boris Pahor. Così ho vissuto. Biografia di un secolo”. L’edizione italiana dell’opera – nella traduzione curata dalla stessa autrice, da Martina Clerici e da Marinka Počkaj – presenta, in aggiunta alla versione slovena, l’intervento integrale di Boris Pahor per il film “Il viaggio della signorina Vila” di Elisabetta Sgarbi.
E proprio il Direttore Editoriale della Bompiani Elisabetta Sgarbi svolgerà la laudatio in onore della vincitrice del Premio, assegnatole “per il valore letterario della monografia, per l’encomiabile rigore nella contestualizzazione storica e critica della personalità e dell’opera di Boris Pahor, per l’alto valore etico del suo messaggio che comprende i desiderata espressi nelle volontà testamentarie della contessa prof. Janja Auersperg«.
Alla serata di consegna del Premio, domenica 29 novembre al Castello di Spessa (inizio ore 17.00) attesa anche la presenza dello scrittore Boris Pahor, del critico Vittorio Sgarbi e di un numeroso parterre di ospiti nazionali e internazionali, tra scrittori, intellettuali, figure istituzionali, accademiche e diplomatiche.

Articolo di Roberto Mattiussi

Passione per il giornalismo, Webmaster, esperto Seo & On Line Marketing. Precedentemente anche Dj, Tecnico-Informatico , Regista in diverse Radio. Laurea nel 2004. Tutte le sere conduce il Telegiornale del FVG su Cafè24. Orari Tg: 19:20, 21:00, 00:05, 07:20. Tutte le mattine in onda su Radio Fantasy con la rassegna stampa alle 06:00, 06:30, 07:00, 07:30, 08:30.

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