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REFERENDUM A RIVIGNANO: UN BAGNO DI FOLLA PER L’INIZIO DELLA RACCOLTA FIRME

Tanta gente, scesa dalla montagna o risalita dalla costa, è arrivata spontaneamente da ogni parte del Friuli nella piazza a Rivignano, entusiasta di firmare i referendum per l’abolizione delle Uti e per le due province autonome, come in Trentino – Alto Adige.

Per ore e ore una lunga, interminabile, paziente coda ha testimoniato inequivocabilmente come i cittadini vogliano essere i protagonisti del loro destino.

Quando un popolo vuole fortemente, nessuno lo può fermare. Questa è stata l’impressione di chi ha assistito al lungo serpentone di persone che aspettavano di poter firmare per essere tra i promotori di questi referendum.

Tanti cittadini in fila, arrivati apposta per dare il loro contributo, a dimostrazione che quando si propone iniziative a vantaggio della gente, questa risponde con entusiasmo. Tanti cittadini normali, ma anche tanti sindaci, amministratori, esponenti del frastagliato arcipelago autonomista, che su questo progetto si è ritrovato compatto e unito.

Dopo questo primo appuntamento di Rivignano, fa sapere il sindaco Anzil, la raccolta delle sottoscrizioni –ne servono intanto 500 per presentare i due quesiti referendari all’Ufficio di Presidenza del Consiglio regionale che ne valuterà l’ammissibilità–, proseguirà in altre piazze del Friuli e anche a Trieste. Le date e i luoghi verranno resi noti nei prossimi giorni.

Il testo dei due quesiti referendari è il frutto di un lungo lavoro a cui hanno partecipato amministratori locali e tecnici, giuristi e professori universitari, guidati dal sindaco di Rivignano Mario Anzil (che di mestiere fa l’avvocato), e parte dagli studi di Tiziano Tessitori, il padre della nostra regione e della sua specialità.

Due i referendum proposti: uno ABROGATIVO dell’attuale sistema delle autonomie locali, basato sulle diciotto miniprovince o UTI, costose e inefficaci, oltrechè “antistoriche e antidemocratiche” come le ha ben definite pre Meni Zannier, da subito entusiasta promotore; e l’altro PROPOSITIVO di un modello diverso, basato sulle due province autonome del Friuli e di Trieste, analogamente a quanto già avviene (e con successo!) in Trentino – Alto Adige. Un modello che ha già dimostrato concretamente di funzionare bene, di costare meno e di essere in grado di determinare lo sviluppo economico del territorio a cui è stato applicato, un territorio, quello del Trentino – Alto Adige, che presenta innumerevoli affinità con la nostra regione. Tra i punti salienti della proposta la valorizzazione della vocazione mitteleuropea di Trieste e della natura policentrica del Friuli, che potrà avere più capoluoghi di provincia, la valorizzazione di tutte le minoranze linguistiche della regione e l’attribuzione ai comuni di un ruolo fondamentale. E poi una sacrosanta norma anticasta, contenuta al “punto 15”: un tetto massimo ragionevole e onnicomprensivo al compenso sia degli amministratori, sia dei dipendenti sia della Regione che degli altri enti locali e delle società con partecipazione pubblica.

Sarà una strada difficile ma –ne sono convinti i promotori, se un sogno ha tanti ostacoli, significa che è quello giusto.

Articolo di Roberto Mattiussi

Passione per il giornalismo, Webmaster, esperto Seo & On Line Marketing. Precedentemente anche Dj, Tecnico-Informatico , Regista in diverse Radio. Laurea nel 2004. Tutte le sere conduce il Telegiornale del FVG su Cafè24. Orari Tg: 19:20, 21:00, 00:05, 07:20. Tutte le mattine in onda su Radio Fantasy con la rassegna stampa alle 06:00, 06:30, 07:00, 07:30, 08:30.

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