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Un risultato sorprendente: i Padovani alla scoperta dei loro Musei

La nuova politica di apertura gratuita dei Musei patavini ha prodotto risultati inaspettati e a dir poco sorprendenti. La risposta dei Padovani è stata in effetti al di sopra delle aspettative: in poco più di 30 giorni gli ingressi gratuiti sono stati 19.735. Tutti padovani, della Città e della Provincia andati  in centro con il preciso obiettivo di dedicare una giornata a scoprire il loro patrimonio culturale. Cominciamo con il sancta santorum: il complesso degli Eremitani. Gli ingressi gratuiti nel periodo compreso tra il 25 novembre e il 7 gennaio sono stati complessivamente 7.271. Interessante anche la scansione temporale degli ingressi. i primi 5 giorni, dal 25 al 30 novembre, quasi timidamente, si sono presentate solo 563 persone. La dinamica degli ingressi ha conosciuto poi una notevole accelerazione: tra l’1 e il 31 di dicembre: gli ingressi sono stati infatti 3.492. Ma, ecco il dato più entusiasmante, nel corso dell’ultima settimana, il periodo compreso tra l’1 e il 7 di gennaio, la progressione è stata geometrica: rotti gli indugi i Padovani hanno deciso che il Museo poteva essere una meta significativa: gli ingressi, in 6 giorni sono stati infatti ben 3.216. Gli operatori  hanno confermato il grandissimo gradimento da parte del pubblico: molte le famiglie con bambini, molti coloro che tornavano in visita dopo anni e molti cittadini entrati per la prima volta a scoprire le bellezze racchiuse agli Eremitani.

Ancora più significativi i dati relativi a quello che può essere considerato il simbolo della Patavinitas, la grande Cattedrale laica della Città: il Palazzo della Ragione. Tra il 25 novembre e il 7 gennaio gli ingressi complessivi sono stati 22.211, di questi ben il 56%, vale a dire 12.464 sono stati gli ingressi gratuiti.

Gli operatori hanno hanno raccontato che in alcune giornate vi erano le code: come se ci fosse stata una grande mostra: e “questa in effetti – dichiarano il Sindaco Giordani e l’Assessore Colasio – dovrà essere la futura strategia per la valorizzazione del nostro patrimonio. Bisogna far scoprire agli stessi padovani, in prospettiva al mondo intero, cosa significa la Urbs Picta, di cui Salone e Eremitani costituiscono una delle tappe: Padova la Capitale artistica del ‘300. Un brand che non va inventato, ma va diversamente raccontato”.Un’esperienza che il Sindaco Giordani e l’Assessore Colasio intendono rinnovare durante alcuni periodi dell’anno, qualificando sempre più l’offerta culturale come un’offerta integrata: “la nostra Città può coniugare l’offerta culturale museale con il fascino delle Piazze, del sotto-salone, dei negozi e di un’enogastronomia di qualità”: “un mix che poche Città possono presentare in modo così ricco e affascinante”. “Un grazie” ancora – ribadiscono – a tutti gli operatori del sistema museale che con la loro professionalità e passione hanno accompagnato i padovani e i turisti a scoprire l’unicità del nostro patrimonio”.

Articolo di Redazione Padova

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