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SAN DONA’ DI PIAVE – SCADENZA ACCONTO TASI, IN ARRIVO MODULI PRECOMPILATI

In arrivo cartelle per l’acconto Tasi su moduli F24 già compilati. È il nuovo servizio introdotto dal Servizio Tributi del Comune di San Donà di Piave per agevolare il corretto pagamento della tassa. «Obiettivo di questo servizio sperimentale è evitare che il cittadino debba perdere tempo e energie in calcoli complicati – spiega l’assessore Valter Menazza – Il riferimento è la situazione immobiliare al 1° gennaio 2014 e, insieme al bollettino F24 precompilato, è inviata anche una comunicazione con i dati catastali e una scheda informativa. Sarà però cura del cittadino sia verificarne la correttezza sia segnalare eventuali variazioni». Data di scadenza per il versamento dell’acconto è il 16 giugno mentre il saldo complessivo andrà versato entro il 16 dicembre 2014. La nuova tassa sull’abitazione principale è stata introdotta all’inizio dell’anno dal precedente Governo e suo principio è la copertura dei costi indivisibili, ovvero di quelle funzioni rese indistintamente a tutta la popolazione. Nel caso di San Donà ammontano a 2milioni e 200mila euro e comprendono l’illuminazione pubblica (810mila euro), la tutela dei parchi e del verde (300mila euro), i servizi di protezione civile (20mila euro), parte della manutenzione viaria (73mila euro) e i servizi socio assistenziali (1milione di euro). «Visto che un bilancio comunale non deve fare cassa ma erogare servizi, le nuove aliquote Tasi sono state applicate nella misura del 2,3 per mille contro il 3,3 per mille massimo previsto – sottolinea Menazza –  introducendo inoltre una detrazione di 40 euro per ogni abitazione principale e di 20 euro per ciascun figlio convivente di età inferiore a 26 anni. Inoltre il tributo non è dovuto se l’importo annuo complessivo da versare è inferiore a 12 euro». Novità fondamentale è «l’equiparazione alla prima abitazione delle seconde case date in comodato a figli o genitori, accogliendo un’esigenza diffusa» aggiunge l’assessore. Ciò comporta un risparmio per i cittadini di circa 200mila euro complessivi. «Per tutti gli altri fabbricati abbiamo scelto di non introdurre la Tasi in quanto l’esperienza dello scorso anno sulla cosiddetta mini Imu ci ha indotto a seguire la via della semplificazione per il cittadino – ha aggiunto Menazza – In questo caso, infatti, la somma di Imu e Tasi per lo stesso fabbricato avrebbe causato ulteriori difficoltà nel calcolo dell’imposta già per il fatto di doverle calcolare e pagare separatamente».

Articolo di Redazione Venezia

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