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SAN DONA’ DI PIAVE – FURTO AL CENTRO SPORTIVO DAVANZO: TRE ARRESTI

Furto al centro sportivo Davanzo, in tre finiscono in manette. Nel primo pomeriggio di domenica  i Carabinieri del Nucleo Operativo e Radiomobile della Compagnia di San Donà di Piave, con l’ausilio dei colleghi della stazione di Meolo, hanno proceduto all’arresto di tre giovani marocchini, di cui due residenti a San Donà mentre il terzo è senza fissa dimora. Erano le 14.30 quando un cittadino ha segnalato al 112 di avere notato tre ragazzi scavalcare la recinzione del centro sportivo “Davanzo” di via Pertini. In poco tempo è arrivata una pattuglia del Nucleo Operativo e Radiomobile con i colleghi di Meolo. Giunti sul posto, i militari hanno immediatamente visto i tre ragazzi che, dopo avere occultato alcuni borsoni dietro la siepe, stavano fuggendo a bordo di altrettante biciclette lungo via Treviso. Inseguiti, due di loro sono stati bloccati quasi subito, dopo che erano riusciti a percorrere circa una trentina di metri. Il terzo, invece, è stato fermato in via Centenario mentre tentava di sottrarsi ai militari nascondendosi dietro al pollaio di un’abitazione.  Accompagnati negli uffici di via Carbonera, i tre sono stati identificati per: Mohamed Amine BOUHAMIDA, Othmane ES SAHHAL, e Hamza CHLIKHA, tutti 18enni e marocchini.

 

 

Recuperato il materiale nascosto dietro la siepe, i carabinieri hanno quindi appurato che si trattava di sei borsoni che contenevano indumenti sportivi, riempiti con generi alimentari, bevande e due casse stereofoniche, il tutto asportato, poco prima, dal bar all’interno del centro sportivo, dove si erano introdotti dopo avere forzato una delle finestre. Tutti sono stati arrestati e Amine BOUHAMIDA, che non ha alcuna dimora fissa, è stato trattenuto nella camera di sicurezza, mentre gli altri due connazionali sono stati accompagnati alle loro abitazioni e sottoposti al regime degli arresti domiciliari. Nella mattinata di ieri sono stati accompagnati nelle aule del Tribunale di Venezia per lo svolgimento dell’udienza fissata con il rito direttissimo, circostanza in cui sono stati tutti condannati alla pena della reclusione di un anno, al pagamento della multa di 300 Euro, con il beneficio della sospensione condizionale.

Articolo di Redazione Venezia

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