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SAN DONA’ DI PIAVE – PIROMANE POLIZIA LOCALE, CERESER: «AZIONE DI UN INDIVIDUO ISOLATO»

«L’arresto dell’autore dei due attentati incendiari alla Polizia Locale giunge al termine di un’operazione di grande intelligence, condotta con acume e discrezione dai Carabinieri in collaborazione con la Polizia Locale» è il ringraziamento del sindaco Andrea Cereser alle Forze dell’Ordine.  «Ciò che sta emergendo dalle indagini è molto diverso da quanto poteva essere prefigurato a partire dall’elemento di maggiore impatto mediatico: la data del primo incendio, l’11 settembre, che a questo punto si riduce a una macabra coincidenza – aggiunge il sindaco – L’azione di un individuo isolato, in condizioni di profondo disagio sociale, è uno scenario ben diverso dall’ipotesi di gruppi organizzati di stampo terroristico o mafioso».

 

«Si conferma invece l’ipotesi che le origini delle aggressioni andavano ricercate nel lavoro svolto dalla Polizia Locale in questo periodo e che, fatalmente, può attirare rancori – prosegue Cereser – Quello che è certo è che l’incubo, in un modo o nell’altro, è finito».

 

L’uomo accusato dei due incendi è un pregiudicato di 49 anni, Salvatore Licciardello. Alcuni giorni prima dell’incendio dell’11 settembre scorso aveva avuto un violento confronto al Comando della Polizia Locale a seguito del sequestro di un’auto, priva di revisione e assicurazione, di cui rivendicava la proprietà e chiedeva la restituzione. Successivamente, il 15 settembre, quattro giorni dopo il primo attentato, aveva aggredito un agente, sferrandogli un pugno, dopo aver tentato di investirlo alla guida di un ciclomotore. Per questo era stato denunciato, ma a piede libero, per lesioni, oltraggio oltre che per guida senza patente, stesso illecito per cui era stato denunciato già circa sei mesi prima. Nell’occasione il sindaco aveva auspicato «maggiore severità per tutelare i cittadini e gli stessi agenti delle Forze dell’Ordine» e «un ripensamento dei mezzi di giustizia previsti dalla legge per il contrasto della microcriminalità». Per l’aggressione all’agente Licciardello è in attesa di giudizio. Per gli incendi, invece, è agli arresti. Il reato di incendio prevede una pena dai 3 ai 7 anni di reclusione. Nel caso specifico il codice penale prevede aggravanti in quanto il fatto ha riguardato un edificio pubblico.

 

«Un plauso va anche alla Città che ha saputo fare quadrato e stringersi attorno alla Polizia Locale in questo mese durissimo – conclude il sindaco – dal saluto rivolto al Centro culturale alla grande partecipazione all’alzabandiera della prima domenica di ottobre dedicato proprio ai  vigili, la città ha saputo esprimere la solidarietà che merita chi svolge un servizio difficile per la comunità».

Articolo di Redazione Venezia

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