SAN DONA’ DI PIAVE: RISCHIO IDROGEOLOGICO, CERESER: «EVITARE UN NUOVO ‘66»

«Fa piacere che il presidente Zaia e l’assessore regionale alla Protezione Civile Bottacin abbiano ricordato la necessità di ulteriori investimenti sull’asta del Piave per metterla in sicurezza dal punto di vista idrogeologico – così Andrea Cereser, sindaco di San Donà, la città più grande sulle rive del Piave – L’auspicio è che gli interventi, partiti nel Vicentino dove l’alluvione è stata più recente, si estendano anche in aree come quella del Piave dove è ancora vivo il ricordo di quanto avvenne nel 1966».

«Da allora nulla è stato fatto. Semmai a distanza di mezzo secolo la situazione è peggiorata, con una urbanizzazione incomparabilmente maggiore lungo le rive del fiume. Ed è urgente porre rimedio – aggiunge Cereser – Servono sia interventi straordinari, quali i bacini di laminazione a monte, sia di manutenzione ordinaria, a partire dalla pulizia del corso del fiume a valle».

«La stessa morfologia del basso corso del Piave, con oltre la metà del territorio sandonatese al di sotto del livello del mare, e la conseguente difficoltà del deflusso delle acque, impone di non rilassarsi su questo tema – conclude il sindaco di San Donà – L’auspicio è che il cinquantesimo anniversario di quel 4 novembre 1966 possa essere celebrato con qualcosa di più concreto di quanto non fatto in questi decenni».