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SAONARA (PD) : LA PISTOLA USATA DAI RAPINATORI CINESI ERA VERA . ANCORA RICERCATO IL COMPLICE CON IL BOTTINO DI 10 MILA EURO

I Carabinieri Nucleo Operativo e Radiomobile della Compagnia di Piove di Sacco (PD) dopo l’attenta ricostruzione della dinamica dei fatti accaduti ieri , che per la circostanza ,  hanno operato con i militari delle stazioni di Casalserugo e Ponte San Nicolò, hanno arrestato   poiché responsabili dei reati di rapina in abitazione aggravata e lesioni personali aggravate, nonché per porto abusivo di arma da fuoco:

JIN JIANJUN, 40enne, e  LU MING, 62enne, entrambi cittadini cinesi, senza fissa dimora in Italia e noti alle forze di polizia.

Verso le sette di mattina, i due uomini, in compagnia di un’ altro complice, tutti travisati, sono riusciti ad entrare all’interno dell’abitazione di un commerciante cinese di 51 anni, che vive a Saonara (PD) con la famiglia e gestisce un negozio di calzature al Centro Ingrosso Cina di Padova, sorprendendo e minacciando con una pistola e un coltello sua moglie mentre stava uscendo di casa. Appena entrati, uno dei tre rimaneva al piano terra con la donna, mentre gli altri due salivano al piano superiore dove, con le armi in pugno, minacciavano anche il padrone di casa trovato in compagnia del figlio 17enne. La pronta reazione di entrambe le vittime dava luogo ad una violenta colluttazione che proseguiva al piano inferiore e alla quale partecipava anche la moglie 47enne, fino a poco prima trattenuta dal terzo soggetto che, considerata l’imprevista evoluzione della situazione, abbandonava i complici in casa per fuggire, non prima di essersi impossessato di un marsupio contenente la somma di 10 mila euro. Durante la colluttazione entrambi i rapinatori perdevano le armi e tentavano di allontanarsi, ma venivano intercettati e bloccati dai Carabinieri che, nel frattempo, erano stati allertati dai vicini di casa.

I militari hanno provveduto al sequestro del coltello e della pistola che, in un primo momento, dava l’impressione di essere un’arma giocattolo, ma che successivamente, dopo un approfondito esame, è risultata essere un revolver marca “Alfa Proj” con la matricola abrasa e funzionante con munizionamento calibro 6 mm Flobert, anche se non conteneva alcun proiettile.

Tutte le persone coinvolte hanno riportato contusioni e ferite da taglio non gravi. Per tale ragione sono state accompagnate al pronto soccorso dell’ospedale di Padova per essere sottoposte alle cure necessarie.

JIN JIANJUN ha riportato la frattura delle ossa nasali e delle ferite da taglio al viso, guaribili in 18 gg, mentre il complice ha riportato un trauma facciale e una ferita al cuoio cappelluto, nonché una frattura alla gamba sinistra con prognosi di 21 giorni. Il commerciante rapinato ha riportato più ferite da taglio alla gamba destra e al braccio sinistro con prognosi di 30 giorni, il figlio, invece, una ferita al braccio destro e una contusione alla mano, guaribili in 15 giorni. La moglie del commerciante è stata inizialmente trattenuta in osservazione e poi dimessa nella stessa serata, con una diagnosi di contusioni multiple ed una prognosi di 8 giorni.

Dopo avere informato il pubblico ministero di turno, i militari hanno ristretto JIN JIANJUN alla casa circondariale di Padova, mentre LU MING è stato trattenuto in ospedale, dove è ricoverato nel reparto di ortopedia e piantonato costantemente dagli operanti.

Proseguono le indagini finalizzate all’identificazione e al rintraccio del complice, fuggito con il marsupio contenente il denaro.

Dai primi accertamenti l’episodio di configura come una classica rapina commessa ai danni di un commerciante che, presumibilmente, è stato tenuto sotto osservazione da parte degli autori per studiarne i movimenti e capire le sua abitudini allo scopo di colpire al momento opportuno.  In genere le famiglie cinesi che da anni risiedono in Italia costituiscono una comunità operosa e dedita al lavoro.

L’attenzione dei Carabinieri, tuttavia, è sempre presente per monitorare fenomeni che si discostano dalla realtà descritta, anche se il caso in argomento non pare avere risvolti diversi da come appaiono. Va, comunque, ricordato che nel mese di agosto 2017, proprio nel piovese, i Carabinieri della Stazione di Legnaro hanno denunciato una donna cinese per favoreggiamento e sfruttamento della prostituzione, poiché dopo avere preso in locazione un’abitazione a Saonara, faceva prostituire all’interno due connazionali. Inoltre, nel febbraio del 2018, a Codevigo, i Carabinieri del Nucleo Operativo e Radiomobile della Compagnia di Piove di Sacco hanno arrestato  due cittadini cinesi che all’interno di un casolare sono stati trovati in possesso di 112 chilogrammi di marijuana già essiccata, e 767 piante di canapa indiana in varie fasi di crescita.

 

Articolo di Redazione Padova

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