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TERZO SALONE DELLE MEDIE IMPRESE : La ripresa c’è ma servono talenti, collaborazione tra ecosistemi territoriali e maggiore attenzione all’affidabilità finanziaria.

PORDENONE -La ripresa c’è ma sono molti parametri da tenere sotto controllo. Serve maggior attenzione  all’attendibilità dei pagamenti che sono in peggioramento,
maggiore capacità di fare rete con i centri di  facilitazione tecnologica e le università, più competitività per attrarre talenti e specialisti tecnici. Questo quanto emerso martedì 25 e mercoledì 26 settembre nel corso del Terzo Salone delle medie imprese che  quest’anno si sono svolte nella sede di Unindustria Pordenone.
In queste due giornate sono state presentate ben quattro ricerche che riguardavano lo stato delle medie  imprese dell’agroalimentare, una ricerca sullo stato di affidabilità finanziaria in Italia e nel Mondo. L’andamento delle imprese venete è di quelle eccellenti e, infine, uno sguardo sull’innovazione nelle imprese trivenete paragonate all’andamento dell’evoluzione tecnologica delle competitor del mondo. Ma non sono mancati i confronti con grandi realtà internazionali come, ad esempio, la Turkish Airlines, la compagnia aerea turca, che ha raccontato come le medie realtà italiane rappresentino, per loro, un mercato interessante nel mondo.
Dalla ricerca presentata sull’agroalimentare e introdotta da Emanuele di Faustino di Nomisma, esce un problema che incide pesantemente sulle opportunità di mercato. I paesi emergenti stanno crescendo per altro molto più velocemente rispetto agli altri con tassi di evoluzione importanti. Si rileva un generale boom del biologico in tutto il mondo. Nel Friuli Venezia Giulia crescono i dati di export di Salumi per la parte alimentare.
Secondo i dati di Massimo Reale, di Euler Hermes, c’è un peggioramento delle affidabilità, non solo a livello italiano, dei pagamenti. Fermo restando che in Italia manca a una cultura di analisi per un buon approccio all’export persiste un problema di insolvenze rispetto a economie virtuose come Germania e Spagna, che ci ha anche superati in questo parametro. Insolvenze italiane sono cresciute del 36%. Nel 2018, il tasso d’insolvenza delle aziende mondiali arriverà a 8 per cento e nel 2019 al 9 per cento. E’ fondamentale che gli imprenditori conoscano l’affidabilità del Paese dove decidano di andare a operare, l’affidabilità del cliente e del partner per ridurre l’impatto dei rischi finanziari.”
La questione finanziaria è un nodo legato anche alla possibilità di tutelare l’azienda da sbalzi legati a nuove politiche economiche protezionistiche. C’è chi adotto nuove strategie nei metodi di pagamento, come la trevigiana Somec che, rappresentata dal Amministratore Delegato Oscar Marchetto, racconta come l’obiettivo dell’anno sia differenziare il fatturato.
Ad esempio, quest’anno sarà realizzato per metà negli Stati Uniti con pagamento in dollari.

Il Salone è stato anche l’occasione per presentare il decimo rapporto sulle Pmi di Global Strategy che, all’interno del suo Osservatorio, analizza l’andamento e la crescita delle imprese.
Nel Nordest se ne contano  2319 di cui 177 giudicate “eccellenti” per una penetrazione pari al 7,6% il 34% del totale italiano. Sotto quest’ultimo aspetto, il sud ha qualche sorpresa, a fronte di un numero totale di aziende però

estremamente inferiore.

Articolo di Redazione Padova

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