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Il peso delle cover, tra rielaborazione e citazionismo

Nel mondo della musica è raro assistere a divisioni nette di opinioni, con fazioni ben definite che si contrappongono ai due estremi opposti nella valutazione di qualcosa: normalmente, infatti, quelle dominanti sono posizioni ponderate, che difficilmente si schierano incondizionatamente contro o a favore di qualcosa. L’immancabile eccezione che conferma la regola sorge quando ci si trova a prendere posizione nei confronti delle cover, con da un lato chi ne magnifica la filosofia alla base e dall’altro chi le ritiene poco più che un’opera di appropriazione. A ben vedere, comunque, anche in questo contrapporsi particolarmente netto possono essere trovate posizioni mediane; in particolare questo è possibile andando a vedere alcuni esempi di canzoni che hanno avuto molteplici cover, cercando di comprenderne i motivi.

Si può prendere come esempio il brano Hallelujah, originariamente scritto da Leonard Cohen e uscito nel 1984. In origine il brano passò quasi inosservato, assumendo notorietà quando fu incluso in un album di tributo a Cohen nel quale veniva interpretato da John Cale. Altra impennata di fama derivò dal fatto di essere stato incluso da Jeff Buckley nel suo primo e unico album, prima della sua prematura scomparsa nel 1997; da lì in poi il brano fu ripreso da numerosi artisti, tra i quali si possono citare Elisa, Bon Jovi, Justin Timberlake e Bono, e inserito sia in film, come Shrek e Watchmen, sia in serie tv come Scrubs o Doctor House. Nonostante il titolo e il testo, con molteplici riferimenti biblici, la canzone è dai più considerata come un vero e proprio inno all’amore e alla vita: è il motivo alla base delle numerose reinterpretazioni, oltre che alla base di un successo rivelatosi, a posteriori, anche grazie a queste.

Altro ottimo esempio viene da Viva Las Vegas, portata al successo da Elvis Presley nel 1963. Il successo del brano è legato alle tematiche trattate e ai riferimenti ai vari giochi da casinò tra i quali, in particolare, le slot machines: queste infatti rappresentano da sempre uno dei passatempi più amati, e non è un caso che fra quelli online, che si distinguono per sicurezza e comodità, le slot ancora oggi siano estremamente apprezzate, anche per il loro legame con la cultura popolare, con temi legati alla storia, cinema e per l’appunto anche alla musica. A seguito del successo di Elvis, infatti, numerosi cantanti ne hanno inciso una loro versione: fra i tanti, si possono citare Johnny Ramone, Bruce Springsteen, gli ZZ Top e i Dead Kennedys, tutti artisti statunitensi che, attraverso il brano, hanno voluto omaggiare una vera e propria icona della cultura popolare americana.

In altri casi, una canzone riceve numerose cover in quanto si riferisce a un determinato evento, aspetto che la rende abbastanza elastica per prestarsi a più interpretazioni. Ricadono in questa categoria sicuramente i brani natalizi, come nuovamente dimostrato proprio dalle scorse settimane. Per esempio, il brano I’ll Be Home For Christmas è stato interpretato per la prima volta nel 1943 da Bing Cosby: il testo speranzoso riscosse ampio successo anche per via del complicato periodo storico, e ne ha determinato la ciclica riproposizione nell’arco di diversi anni da parte di artisti come Frank Sinatra, Perry Como e lo stesso Elvis Presley, oltre che da due ben noti cantanti “specializzati” come Whitney Houston e Michael Bublè. Discorso simile per Last Christmas dei Wham!, nata come successo pop e diventata ormai quasi un classico natalizio, interpretato proprio per questo da vari volti noti come Coldplay, Alcazar e Florence and The Machine: sicuramente un ottimo risultato, considerando che in origine la canzone era stata pensata per una Pasqua.

Infine, non è anomalo che una o più canzoni ricevano cover da intendersi come omaggi a precursori di un determinato genere musicale: sotto questo punto di vista il genere ska rappresenta un ottimo esempio. Semplificando molto, si può dire che lo ska è nato in Giamaica durante gli anni ’60, dall’incontro tra i ritmi tipici del paese e la musica statunitense che era possibile ricevere dalle stazioni radio dell’isola. Le sonorità risultanti sono state ciclicamente riproposte in diversi periodi storici: dopo i primi anni ’60, per esempio, lo ska tornò in fortissima ascesa grazie all’ibridazione con il punk inglese, dando vita al genere noto come 2Tone negli anni a cavallo fra i ’70 e gli ’80. Proprio per questo motivo numerosi gruppi di questo periodo riproponevano brani portati al successo diversi anni prima, rivedendone l’interpretazione in accordo alla nuova “veste” dello ska. È in questa cornice che vanno inquadrate le numerose riproposizioni di brani come Monkey Man, My Girl Lollipop, You’re Wondering Now e molti altri, ridiventati hit a distanza di anni dalla prima interpretazione grazie alle riproposizioni dei vari The Specials, Bad Manners e altri protagonisti del periodo.

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