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L’SOS dei centri fitness: bonus come quello termale e la defiscalizzazione degli abbonamenti per non far collassare il settore

Serve un bonus fitness come quello termale e la defiscalizzazione degli abbonamenti, per iniettare liquidità al settore e non farlo collassare come invece sta succedendo.

È questo l’appello corale che arriva dai centri fitness di Padova nella richiesta al Governo che diventa un vero e proprio slogan: “lo sport salva la salute e anche le attività commerciali collegate.”

Queste sono le due persone che partono dal tavolo all’aria aperta che si è svolto in data odierna presso il centro sportivo alla mandria in gestione del gruppo Elan e che ha visto una partecipazione corale del mondo della politica, delle istituzioni,

del mondo delle associazioni dello sport a livello provinciale, regionale e nazionale nel supporto all’SOS collettivo dei centri fitness del territorio, in grandissima difficoltà.

 

E da qui l’appello corale ad interventi che possano dare un sostegno concreto alla ripresa di uno dei settori maggiormente colpiti dall’emergenza pandemica.

Antonio Paoli Prorettore allo Sport dell’Università di Padova

“Sono preoccupato  perché non stiamo pensando al futuro, perché in Italia l’attività sportiva non è una priorità, basti pensare che siamo stati l’ultimo paese in Europa ad avere istituito la laurea in scienze motorie. Però nel frattempo il 50% degli adolescenti non fanno attività fisica in Italia, il 40% di chi lo faceva post pandemia non la fa più. E questo è e sarà un problema di salute e di socialità e di costi sanitari. Il paradosso è che le linee guida scientifiche di tutto il mondo parlano dell’attività fisica come di un farmaco. Perchè non si investe seriamente sull’attività fisica?”

Senatrice Daniela Sbrollini

“ Deve essere un lavoro bipartisan quello per il rilancio dell’attività fisica a partire dai centri fitness – queste le parole della senatrice Daniela Sbrollini – è necessaria una riforma dello sport, diversa da quella che è sul tavolo romano. I soldi ci sono, anche con il Pnrr, ma dobbiamo guardare a investimenti strutturali e non a ristori una tantum. Bisogna sostenere questo settore imprenditoriale e poi legarlo all’aspetto della prevenzione, del benessere e della scuola, del pil e dell’occupazione”

 

Di Eleonora Passarella

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