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Morto il giornalista investigativo vittima di un agguato ad Amsterdam

Nella “liberale” Amsterdam tra i tulipani, l’informazione si macchia del sangue di un altro giornalista scomparso prematuramente: Peter R. de Vries.

Il 6 luglio il reporter è stato vittima di un agguato durante il quale venne raggiunto alla testa da cinque colpi di arma da fuoco dopo un’apparizione in tv.

Il reporter investigativo olandese assassinato, Peter R. de Vries

De Vries, conosciuto e stimato per i suoi reportage coraggiosi sulla malavita olandese, durante la sua attività investigativa è stato più volte minacciato dalla criminalità organizzata fino all’attentato mortale dei primi di luglio.

Per il suo omicidio sono stati arrestati due sospetti. La polizia olandese ha individuato i responsabili in un olandese di 21 anni e un uomo polacco di 35 ed entrambi residenti nei Paesi Bassi.

Ed è proprio così che questo fatto riporta alla mente tutto il sangue che scorre tra le fila del giornalismo mondiale con reporter uccisi nel tentativo feroce di provare a mettere a tacere il loro lavoro investigativo e di denuncia e come fu per Jamal Khashoggi.

L’editorialista saudita, infatti, al tempo per poter continuare a svolgere la sua attività giornalistica e di voce critica del Regno di Riad e del principe Mohammed bin Salman, MBS, decise di autoesiliarsi in America per poi, a distanza di tempo, essere raggiunto da un commando di morte nel consolato saudita di Istanbul.

Jamal Kashoggi
Daphne Caruana Galizia

E che d’inchieste si possa morire ce l’hanno dimostrato anche altre dolorose perdite di promesse nel mondo giornalistico e come lo slovacco Jan Kuciak freddato con un colpo di pistola e la maltese Daphne Caruana Galizia uccisa con un’autobomba il 16 ottobre 2016, il cui impegno venne riconosciuto nel conferimento del premio Pimentel Fonseca 2018 e consegnato ad una collega maltese, Caroline Muscat, attivista e giornalista investigativa che, insieme ad altri colleghi, proseguono le inchieste iniziate dalla reporter brutalmente scomparsa.

Per la prima volta, durante l’edizione 2018 del premio, venne anche conferito un riconoscimento “honoris causa” ad un’altra giornalista, scrittrice e corrispondente di guerra e specialista del mondo arabo: Olga Rodriguez.

Ma i fatti di cronaca si popolano amaramente di altri omicidi di giornalisti e come quello della reporter bulgara Viktoria Marinova stuprata e uccisa  nell’8 ottobre 2018.

Secondo gli inquirenti la sua morte  però non sarebbe da imputarsi al suo lavoro giornalistico anche se questa stava indagando su uno scandalo legato alla gestione di fondi europei di cui il suo paese era beneficiario.

Altri due suoi colleghi, infatti, stavano scontando una pena detentiva perché sembravano essere entrati in possesso di materiale compromettente che avvalorava la tesi della Marinova e per cui quei fondi sarebbero stati gestiti in modo torbido con la creazione di fantomatici destinatari che non ne avrebbero mai realmente beneficiato.

Viktoria Marinova
Il reporter Jan Kuciak e la fidanzata entrambi assassinati

 

Di Eleonora Passarella

Fonti: Passarella E. “La voce dei migranti. Panem et circenses della disinformazione” QuiEdit, Verona, 2018

 

 

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