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PADOVA : Photo Open Up tornerà in città dal 24 settembre al 1° novembre.

Giunto alla sua quarta edizione, quest’anno il festival internazionale di fotografia invita artisti e visitatori a guardare al di là delle incertezze e concentrarsi su quanto di bello ci circonda, proponendo come tema Lo stupore ritrovato.
Come di consueto, nel programma di Photo Open Up sono presenti sia mostre che raccontano il
territorio – i luoghi nascosti del Veneto, i vitigni dei Colli Euganei, i negozi storici di Padova –, sia
mostre che accompagnano gli spettatori in Paesi lontani – in Brasile, in Kashmir e in Mozambico, al
quale sono dedicate tre esposizioni.
L’invito a ritrovare lo stupore è un invito a osservare ciò che conosciamo da nuovi punti di vista.
Ecco allora una mostra personale dedicata a Nino Migliori, un’occasione per vedere il lavoro di
questo indiscusso maestro della fotografia come mai prima d’ora, attraverso molte opere inedite.
Lo stupore ritrovato è anche un invito alla leggerezza, a riscoprire ciò che merita davvero
attenzione: in questo senso, sono particolarmente significative le due mostre dedicate alla moda,
che sottolineano come un ambito spesso ritenuto superficiale sia in realtà capace di trattenere in sé il
respiro di un’epoca e offrire alle persone un modo di conoscersi ed esprimersi.
Ma i temi dell’edizione 2022 sono davvero molti: le opere invitano a riflessioni sul ruolo dell’arte e
della fotografia nel mondo contemporaneo, sul rapporto tra esseri umani e nuove tecnologie,
sugli effetti del cambiamento climatico, sul legame tra passato e presente, per citare solo alcuni
degli spunti offerti quest’anno da Photo Open Up.
Il programma della quarta edizione, infatti, è molto vario e ricco di novità. Ad arricchirlo sono previsti
anche workshop, incontri con autori, presentazioni di libri, letture di portfolio e molto altro.
Le ventitré mostre saranno ospitate dalle sei sedi espositive nel cuore della città: Galleria Cavour,
Centro Culturale Altinate San Gaetano, Palazzo Angeli, Cattedrale Ex Macello, Palazzo
Zuckermann e Scuderie di Palazzo Moroni.

 

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