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ROMA : In Italia, il 71 % del lavoro di cura non retribuito (cura della casa, dei figli e di altri familiari) è svolto dalle donne

In Italia, il 71 per cento del lavoro di cura non retribuito (cura della casa, dei figli e di altri
familiari) è svolto dalle donne. Sebbene il lavoro di cura non retribuito apporti un contributo
fondamentale al progresso economico e sociale, l’assenza di un corrispettivo monetario e l’idea
che si tratti di mansioni che non richiedono particolari competenze e abilità sono sovente all’origine
della scarsa valorizzazione dei compiti di cura e della frustrazione di milioni di persone che
svolgono tale lavoro.
In ambito internazionale si sono da tempo avviate una serie di iniziative che mirano a riconoscere,
ridurre, ridistribuire, ricompensare e rappresentare il lavoro di cura. Queste includono la
Risoluzione adottata nel 2024 dai governi e le parti sociali di 187 Stati che fanno parte dell’Organizzazione
internazionale del lavoro (OIL). Organizzazione  che detta delle linee guida per le politiche per il lavoro
dignitoso nell’economia della cura e il programma di revisione delle statistiche del lavoro adottato
nel 2013 con l’obiettivo di catturare attraverso le indagini nazionali sia i dati sulle occupazioni
retribuite che quelli del lavoro non retribuito, includendovi il lavoro di cura e quello dei volontari1.
L’indagine sul lavoro di cura non retribuito in Italia è frutto della collaborazione tra Federcasalinghe
e l’Ufficio per l’Italia e San Marino dell’Organizzazione internazionale del lavoro (OIL).
Essa mira a far luce sulla situazione lavorativa e sociale delle persone che si occupano della cura
dei membri della famiglia (cura diretta) e/o della casa (cura indiretta), evidenziandone l’importanza
e valorizzando il contributo sia dal punto di vista economico che sociale. L’indagine è stata
condotta attraverso la predisposizione di un questionario online e la sua somministrazione a un
campione stratificato su base regionale di circa 3mila associate e associati di Federcasalinghe
che svolgono lavoro di cura non retribuito come attività principale. Affidata alle coordinatrici e
ai coordinatori delle sedi regionali e locali di Federcasalinghe, i dati sono stati raccolti durante il
periodo maggio–luglio 2024.
Le informazioni raccolte attraverso la somministrazione dei questionari vertono sulle caratteristiche
di coloro che svolgono lavoro di cura non retribuito come attività principale; sul nucleo
familiare e sui motivi per cui si svolge tale tipo di lavoro; sul tempo mediamente dedicato alle
diverse attività (cura della casa, dei figli, di persone non autosufficienti); sulla condivisione dei
compiti di cura; sul lavoro retribuito svolto come attività secondaria; sulle intenzioni di ricercare
un lavoro retribuito; sul livello di soddisfazione d chi eroga lavoro di cura non retribuito e sul suo
impatto sugli altri aspetti della vita quotidiana; e sul valore attribuito alle attività di cura. Una serie
di domande era rivolta a rilevare informazioni sulla condizione e sui bisogni dei cargiver, ovvero
delle persone che si occupano della cura di adulti e anziani conviventi non autosufficienti.

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