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ULTIMATUM ALLA TERRA. Allarme clima, verso il non ritorno

 

Tra temporali improvvisi, grandinate, allagamenti, incendi, temperature in aumento, inquinamento, isole di plastica e animali affamati ed in estinzione, la Terra ci sta lanciando un ulteriore grido di disperazione per un aiuto che stenta ad arrivare tanto da farci cominciare a dubitare anche del futuro.

Il 2030 con la decarbonizzazione e il 2050 con la carbon neutrality, infatti, ad oggi, invece che evocare una vera e propria rinascita, sembrano rappresentare la dead line di una fine da tempo preannunciata.

E se la ciclicità della rigenerazione della Terra già nei millenni passati ha dimostrato il suo meccanismo detox nel passaggio bivalente di estinzione-evoluzione, anche senza essere grandi esperti, possiamo già renderci conto di quanto siano ormai sotto gli occhi di tutti le avvisaglie di sconvolgimenti epocali.

Maltempo sempre più generalizzato, fuori stagione e “fuori luogo”, diretta conseguenza dei cambiamenti climatici, nelle settimane scorse, il peggioramento delle condizioni meteo ha fatto tremare anche a causa delle inondazioni terrificanti che hanno devastato la Renania-Palatinato ed il Nordreno Vestfalia, due realtà che, nella morsa dell’acqua, hanno visto perdersi anche la vita delle persone.

Un maltempo che ha poi avvolto anche la Cina e l’Italia chiamate a loro volta a pagare il dazio di una earth tax che, ora più che mai, sembra non ammettere ulteriori sconti.

 

Ma non sono solo le piogge torrenziali registrate nella provincia centrale cinese dell’Henan a preoccupare ma anche e soprattutto tutti quegli eventi che, in Italia, stanno sconvolgendo questa estate 2021 e come la grandinata di ieri 26 luglio e che, in A1, nei pressi di Fidenza, ha causato tamponamenti a catena ed ingenti danni alle auto e a cui si vanno ad aggiungere le richieste di calamità naturale in Veneto e come dichiarato via social da alcuni amministratori locali.

A Borgo Veneto, infatti, il sindaco, Sigolotto Michele, visti gli ingenti danni al patrimonio pubblico e in particolar modo alle aziende agricole e alle loro colture, si è trovato nella necessità di procedere in tal senso: richiedere il sostegno per lo stato di calamità naturale.

Il maltempo in Veneto, infatti, sembra terrà in scacco la regione almeno fino a domani mantenendo alta l’attenzione sull’allerta meteo con particolari criticità sull’aspetto idrogeologico del territorio. E se da una parte alcune regioni d’Italia sono nella morsa dell’acqua, in altre sono nelle grinfie delle fiamme che hanno dilaniato anche lo splendore millenario della vegetazione selvatica sarda.

Roghi dalle proporzioni infernali bruciano i nostri polmoni verdi proprio come il Covid fa con i nostri fatti di carne e se pensiamo che anche molte emergenze pandemiche di questi decenni sono state scatenate proprio dallo scempio dei polmoni vergine e verdi della Terra che rappresentavano degli ecosistemi di equilibrio primitivo, arrivati ad oggi, non possiamo che renderci conto, amaramente, che l’homo sapiens, nella corsa al progresso e molto spesso con civile inciviltà, ha turbando degli habitat essenziali alla sua stessa esistenza decretando la sua stessa fine se non dovesse ritornare sui propri passi.

Disobbedendo al monito del non oltrepassare le Colonne d’Ercole, Ulisse intraprese il “folle volo” … a noi nel 2021, invece, non resta che provare ad evitare lo stesso epilogo…

 

Di Eleonora Passarella

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