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Il trattamento chirurgico del linfedema: dalla sperimentazione dati confortanti

Non un disturbo, ma una vera e propria malattia, cronica e fortemente disabilitante, riconosciuta tale solo da pochi anni e forse anche per questo affrontata con difficoltà dal sistema sanitario nazionale. Secondo le stime colpisce oltre 2 milioni di persone in Italia, con 40 mila nuovi casi ogni anno e la prima causa scatenante è l’intervento di mastectomia per la cura del tumore al seno, con un’incidenza vicina al 30%.

Del Linfedema si è parlato qualche giorno fa nel corso di un importante convegno ospitato a Villa Manin e che ha visto relatori specialisti della cura e anche pionieri delle nuove tecniche chirurgiche di ricostruzione dei linfatici, danneggiati dall’intervento di mastectomia e che non lavorando bene provocano il ristagno di linfa che genera il gonfiore dell’arto.

Il convegno promosso dall’Associazione Lotta al Linfedema Onlus con sede a Udine, con la collaborazione dei comitati Andos di Codroipo, Pordenone e Tolmezzo e con il patrocinio della Regione Fvg, del Cro di Aviano e della Società Italiana di Flebologia Clinica e Sperimentale, ha visto la partecipazione di un folto e attento pubblico che non ha esitato a formulare domande, anche riferite al proprio stato di malattia, ai relatori, durante il dibattito che ha seguito i vari interventi.

Moderati da Fabio Puglisi, Direttore della Scuola di Specializzazione in Oncologia dell’Università di Udine, dopo un saluto iniziale da parte del medico linfologo, Alberto Onorato, presidente dell’associazione Lotta al Linfedema, che ha voluto ribadire la condizione di malattia di chi è colpito da Linfedema e di come chi prescrive le cure debba tenere conto di questo, è intervenuto Christian Ure, direttore dell’ospedale di Wolfsberg, centro austriaco di riferimento per la Linfologia, realizzato nel 2010, con 10 posti letto per acuti e 60 di riabilitazione, dove il paziente viene seguito per tutto il percorso di trattamento.

E sulle modalità di diagnosi è intervenuto Michele Povolato, dirigente medico della Medicina Nucleare dell’Ospedale di Udine, illustrando i dati che è possibile ottenere attraverso la linfoscintigrafia, l’unico esame in grado di fornire un quadro preciso sulla funzionalità dei linfatici.

A illustrare le nuove tecniche chirurgiche in fase di sperimentazione all’ospedale di Mestre, nell’ambito del progetto LiVe (Linfologia Venezia) il microchirurgo Alessandro Busetto: l’attività iniziata nel 2015 ha comportato l’esecuzione di interventi di derivazione linfaticovenosa su alcune decine di persone, con risultati confortanti. E’ stato precisato che i migliori risultati si ottengono con un trattamento chirurgico precoce, dopo un’adeguata valutazione e un trattamento linfologico conservativo (con massaggi linfodrenanti e bendaggi elastocompressivi). Uno stato di cronicità comporta inevitabilmente che risolta la patologia permangano sul paziente i danni estetici provocati dal Linfedema.

E proprio la risoluzione estetica del post Linfedema è stata alla base dell’intervento di Marco Rivilli, specialista in chirurgia plastica ricostruttiva ed estetica, in particolare ha parlato di liposuzione e dei risultati ottimali ottenuti in una clinica svedese dove sia lui che il presidente dell’associazione Lotta al Linfedema, Alberto Onorato, sono stati ospiti per un periodo di specializzazione.

Articolo di Roberto Mattiussi

Passione per il giornalismo, Webmaster, esperto Seo & On Line Marketing. Precedentemente anche Dj, Tecnico-Informatico , Regista in diverse Radio. Laurea nel 2004. Tutte le sere conduce il Telegiornale del FVG su Cafè24. Orari Tg: 19:20, 21:00, 00:05, 07:20. Tutte le mattine in onda su Radio Fantasy con la rassegna stampa alle 06:00, 06:30, 07:00, 07:30, 08:30.

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