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PADOVA : L’APPE CHIEDE DI INCONTRARE IL PRESIDENTE DELLA REGIONE VENETO ZAIA . ” BASTA SCARICARE LA CRISI SEMPRE SUI SOLITI “

Il Presidente di APPE Padova, Erminio Alajmo, torna a chiedere con forza misure compensative. ”  LA CRISI DELLA PANDEMIA NON PUÒ GRAVARE SEMPRE SUI “SOLITI NOTI”  e ha richiesto un incontro con il  Presidente della Regione  Veneto Luca  Zaia per illustrare le difficoltà del settore .

In  accordo con la Federazione Italiana Pubblici Esercizi (FIPE) del Veneto, torna a sollecitare con forza nuove misure compensative per i pubblici esercizi, che in questi giorni, a causa del forte rialzo dei contagi, vedono compromessa o bloccata del tutto la propria attività che in questo periodo dell’anno riesce a totalizzare il 15% degli introiti di un anno di attività . «Ormai da quasi due anni – scrive in una nota il presidente dell’Associazione Provinciale Pubblici Esercizi – conviviamo con una pandemia, eppure siamo sempre alla gestione emergenziale. Anche con l’ultimo decreto, entrato in vigore proprio  il giorno di Natale, il Governo si è limitato a mettere una “pezza” al dilagare dei contagi ma non ha pensato con la stessa sollecitudine a mettere nero su bianco la volontà di sostenere le Aziende che, più di altre, sono uscite con le “ossa rotte” dai nuovi provvedimenti: discoteche in primis, visto che sono costrette alla chiusura fino al 31 gennaio, ma anche tutto il mondo della ristorazione, dei bar e dei pubblici esercizi in genere, che di fatto stanno vivendo una sorta di “lockdown mascherato”, se consideriamo tutte le disdette ricevute in questi giorni».

Secondo l’APPE, che in provincia rappresenta circa 1.500 dei 3.000 pubblici esercizi in attività, occorrono misure concrete e immediate, ad evitare che tantissime imprese si trovino costrette ad abbassare per l’ultima volta la serranda, con tutte le conseguenze che ne deriverebbero anche in campo occupazionale. «Noi imprenditori – prosegue Alajmo – non possiamo continuare a portare da soli sulle spalle la croce della pandemia per tutti gli altri. Se vogliamo salvare imprese e occupazione, dobbiamo tagliare le voci di costo, prevedere nuovi ristori e una moratoria fiscale, prorogare la cassa integrazione e posticipare le scadenze di mutui, bollette e pagamenti vari almeno fino al termine dello stato di emergenza. Poi sono necessarie una serie di micro-misure come il credito d’imposta su affitti e locazioni. Sarebbe una bella boccata d’ossigeno».

Un appello viene lanciato anche ai Rappresentanti Politici del territorio: dai parlamentari eletti in provincia di Padova, fino al Presidente della Regione, Luca Zaia, al quale la Federazione regionale ha chiesto un incontro. «Chiediamo a tutto il mondo della politica – conferma Alajmo – di mobilitarsi insieme ai nostri imprenditori nel comune obiettivo di tutelare il lavoro. Non possiamo entrare nel merito dei provvedimenti anti-Covid presi dal Governo – è evidente che se sono così restrittivi è perché la situazione è grave – ma vogliamo che sia ricordato l’impatto devastante che questi provvedimenti hanno sull’economia. Le imprese non possono essere lasciate da sole a subìre gli effetti della pandemia. In questo momento penso, in particolare, alla filiera turistica, da sempre fiore all’occhiello del nostro territorio e motore dell’economia, che ora rischia il collasso, con centinaia di imprese e migliaia di lavoratori senza futuro. Un patrimonio di saperi e di professionalità che Padova e il Veneto non possono permettersi di perdere, sarebbe come tornare indietro di trent’anni». I nostri locali possono essere frequentati con tranquillità, nella certezza di essere accolti in sicurezza». Peccato che poi ci metta il naso una politica borbonica e ottusa . ASCOLTIAMO FILIPPO SEGATO SEGRETARIO DELL’APPE .

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